Mercati & Statistiche

Qui troverete documenti che riportano dati statistici o di mercato relativa al mondo del latte
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Gli allevamenti da latte in Canada

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Nell’ambito della stampa specializzata vengono spesso riportati i dati relativi agli USA, ma ci si dimentica del loro grande vicino: il Canada.
L’allevamento della bovina da latte in Canada è sicuramente meno esteso ed importante rispetto a quello USA, ma i numeri sono sicuramente interessanti, anche perché paragonabili a quelli italiani. Infatti il Canada ha un numero di bovine pari al 50% circa di quelle italiane, ma con un numero di allevamenti inferiore. Il numero di bovine medio è infatti pari a 85 bovine/allevamento, numero medio che è superiore a quello italiano ma inferiore a quello lombardo. Il 75% degli allevamenti sono con bovine legate e solo il 5,6% degli allevamenti ha un robot di mungitura.

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Come sono stabulate le vacche in USA

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ImmagineaIl rapporto NAHMS Dairy 2014 fornisce numerose informazioni che riguardano i diversi aspetti della produzione del latte in USA, compreso la tipologia di stabulazione.

I dati forniti indicano che anche nel Paese con la zootecnia da latte più avanzato, accanto a stalle con dimensioni e gestioni all'avanguardia, sopravvivono realtà che sono comuni a molti Paesi con una zootecnica meno evoluta. Osservando la tabella 1 che riguarda le bovine in lattazione non si può fare a meno di notare come vi siano quasi il 20% delle stalle ancora legate e che, per quanto riguarda le vacche in asciutta tale percentuale sale al 39%.

Sicuramente interessante notare che almeno il 30% della vacche sono stabulate su paddock (dry lot) e che il 6% siano su paddock senza un'opportuna ombreggiatura.

Solo il 9% delle stalle sono a stabulazione libera senza un accesso esterno, come invece sono la maggioranza delle nostre stalle.

 

 

Tabella 1: caratteristiche della stabulazione per le bovine da latte in USA

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Tabella 2: caratteristiche della stabulazione per le bovine in asciutta in USA

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Grafico di confronto della stabulazione tra vacche in lattazione e vacche in asciutta

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Gestione Stalle USA - NAHMS

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L'USDA da ormai molti anni conduce una serie di indagini volte a individuare i trend produttivi e sanitari negli allevamenti americani. Tali dati sono utili anche in ambiti diversi dagli USA per individuare come si stia evolvendo il mondo della bovina da latte, tenuto conto delle dimensioni e dell'accuratezza del campione oggetto di indagine.

Tra le informazioni messe già a disposizione abbiamo ritenuto interessante riportare quelle che sono le tendenze relative alle dimensioni aziendali.

In particolare, nella tabella A.1.c vengono riportate le variazioni di dimensioni degli allevamenti americani  suddivisi in base alle dimensioni rispetto a 5 anni prima  (riga 1 "2014 vs. 5 years ago") e le aspettative degli allevatori (riga 2 "5 years from 2014") nei successivi 5 anni. Si può notare che negli allevamenti più piccoli si sia avuta una riduzione del numero di bovine, mentre in tutti gli altri siano aumentate. Tuttavia per tutte le tipologie di allevamento e soprattutto per quelli più piccoli si aspetta un ulteriore aumento dei capi allevati. Questo dato indica che il "piccolo" allevatore non intende lasciare l'allevamento, ma per essere competitivo vuole ingrandirsi, malgrado il prezzo del latte non sia particolarmente elevato anche negli USA.

Nella tabella A.1.d. invece vengono riportati i dati relativi alle variazioni di dimensione in base alla tipologia di allevamento (convenzionale, pascolo, misto pascolo/convenzionale e biologico). Anche in questo caso i dati sono curiosi perchè a fronte della diminuzione osservata in tutte le tipologie di allevamento non convenzionale, ci si aspetta un aumento di dimensioni in tutte le tipologie di allevamento.

Questi dati sono per certi versi confortanti perchè indicano come in un mercato competitivo, caratterizzato da fluttuazioni del prezzo del latte vi sia ancora una forte volontà di crescere e di essere sempre più competitivi.

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Le statistiche produttive USA del 2015

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Anche quest'anno sono state pubblicate le statistiche relative alla produzione quali-quantitava del latte negli USA con alcune conferme e con dati sicuramente interessanti.

Innanzitutto, per il quarto anno consecutivo il livello di cellule somatiche medio si è fermato al livello di 200.000 cellule/ml, valore che era già stato raggiunto nel 2012. Al momento quindi questo sembra essere il livello minimo raggiungibile a livello continentale. Tuttavia, quando si guarda ai singoli stati si può vedere come tale livello sia nettamente inferiore per Idhao, Neevada, Utah, Washington, indicando che nel futuro ci si possa aspettare ulteriori cali. Da segnalare come curiosità che in Nevada non vi sia nessun allevamento con una media di cellule superiore a 400.000 cellule/ml e per chi ancora crede che in Nevada ci siano solo alberghi e case da gioco, vale la pena di notare che le dimensione aziendali medie sia di 519 bovine con una produzione media di circa 34kg di latte.

Se il livello di cellule sembra essersi stabilizzato, altrettanto non si può dire per la produzione che anche per quest'anno è salita raggiungendo il valore medio di 35kg/giorno, con punte di 38kg in Wisconsin e un minimo di 28,5kg in Alabama.

Per quanto riguarda le dimensioni, è particolarmente evidente la media del New Mexico con 3449 bovine/azienda, ma vi sono 7 stati con dimensioni aziendali medie vicine o superiori a 1000 bovine.

 

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Anche in USA il piccolo può rendere

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Molti sono convinti che l'efficienza produttiva si ottenga più facilmente con allevamenti di grandi dimensioni. Questo nasce dall'esperienza americana dove i mega-allevamenti sono molti frequenti, ma male si sposa con il territorio italiano che non permette di allargare "a volontà" gli allevamenti per problemi di terreno disponibile e di gestione dei reflui. Da qui, la necessità di trovare altre vie per ottenere un buon reddito senza necessariamente avere un allevamento grande. Proprio dagli USA abbiamo avuto recenti informazioni che anche in quel paese non sempre avere tanto latte si traduca in un maggiore reddito per capo allevato. In un recente articolo pubblicato da Hoard's Dairyman, il dott. Larry Tranel  esperto dell'Universita dello Iowa ha dimostrato come allevamenti basati sul pascolo e sulla produzione del latte biologico possono avere redditi pari o superiori a quello di allevamenti di grandi dimensioni (vedi tabella successiva). In questo studio che ha riguardato 3 anni (2011-2013) sono stati conforntati allevamenti di grandi dimensioni (conv) con allevamenti su pascolo (Grz) e allevamenti biologici (Org).

I dati dimostrano come la produzione dell'allevamento su pascolo è inferiore del 35% rispetto al convenzionale, mentre quello biologico produce solo il 9% in meno. Tuttavia il prezzo del latte nell'allevamento su pascolo è il 4% superiore a quello dell'allevamento convenzionale, mentre è del 40% superiore nel caso dell'allevamento biologico.

Tenuto conto dei diversi costi di produzione questo si riflette sul reddito per capo allevato che è risultato pari a 624$/capo nell'allevamento convenzionale, 672$ in quello su pascolo (+8%) e  785$ in quello biologico (+28%).

Questi dati dimostrano che non è il fatturato a contare, ma il reddito netto a fine anno e tale reddito può essere ottenuto attraverso una maggiore valorizzazione del prodotto, come nel caso del biologico, o nel nostro Paese, con la sua trasformazione in formaggio o prodotti lattiero caseari ad alto valore aggiunto.

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