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Lo stress da caldo nell'asciutta

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raffrescamento1Quando si parla dei rischi legati allo stress da caldo si pensa alle ripercussioni sulla riproduzione e alla scarsa produttività durante i mesi estivi, ma si tende a sottovalutare l’impatto che ha sulle vacche in asciutta. Invece è ormai noto che può rappresentare un problema serio per le vacche in asciutta.


Le vacche in asciutta, come ricordato in un recente articolo di A. Scanavez e L. Mendonca, vanno incontro fisiologicamente a cambiamenti metabolici che le preparano per la nuova lattazione. Lo stress da caldo altera questi cambiamenti determinando: una gestazione più corta, con eventuale ritenzione di placenta e metrite; ridotta risposta immunitaria; ridotta produzione di latte. Inoltre, le manze nate da vacche sottoposte a stress da caldo durante le ultime settimane di gestazione producono meno latte nella loro prima lattazione da vacche. È quindi evidente che lo stress da caldo durante l’asciutta può causare agli allevatori gravi perdite economiche.
Per quantificare con chiarezza queste perdite, è stata sviluppata una ricerca che si è svolta in due stalle: una senza metodi di raffrescamento (ventilatori, spruzzatori) per le vacche in asciutta e una seconda stalla che invece ne era fornita.
Lo studio ha inizialmente preso in considerazione un allevamento in Kansas, dove per le vacche in asciutta non c’era alcun sistema di raffrescamento. È stata misurata la temperatura corporea degli animali, che sono stati quindi idealmente divisi in due gruppi: temperatura corporea alta (39°C) o bassa (inferiore a 39°C). Le vacche con la temperatura più alta durante l’asciutta hanno prodotto meno latte durante la lattazione. Inoltre più del 40% di queste vacche hanno avuto problemi quali ritenzione di placenta, metrite, mastite, mentre questa percentuale era pari solo al 10,9% delle vacche con temperatura più bassa.
Lo stesso studio è stato fatto in un secondo allevamento dotato di sistemi di raffrescamento anche per le vacche in asciutta, e i risultati sono stati simili: le vacche con temperatura più alta hanno avuto una produzione minore, e anche in questo caso la temperatura corporea è risultata correlata allo stato di salute della vacca dopo il parto.
Fondamentalmente, le vacche con temperatura corporea più elevata durante l’asciutta hanno performance peggiori per quanto riguarda la salute e la produttività. Inoltre, hanno anche una gestazione di durata ridotta e hanno un più alto numero di parti gemellari.
Per migliorare la salute e le performance produttive della propria mandria nei mesi estivi, quindi, è fondamentale evitare lo stress da caldo anche nelle vacche in asciutta: lasciare un comodo accesso all’acqua, fornire ampie zone ombreggiate, utilizzare sistemi di raffrescamento e assicurarsi che funzionino correttamente, alimentare gli animali con una razione ben bilanciata. Tutte queste azioni si ripagheranno sul breve periodo e garantiranno all’allevatore non solo una stalla più efficiente con animali più sani, ma anche maggiori profitti.

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