Acqua di abbeverata: come capire se le vacche ne hanno a disposizione abbastanza


abbeverata

Per ogni allevamento bisognerebbe quindi farsi due domande di base: quanto è aumentata la produzione dell’azienda negli ultimi 10 anni? Inoltre, quand’è stata l’ultima volta che è stato installato un nuovo impianto di abbeverata?

Harner ha sottolineato diversi aspetti da tenere sempre presenti. Per prima cosa, i bovini bevono molta acqua, ma non c’è un quantitativo standard che va bene per ogni animale. Diversi fattori influenzano la necessità di acqua: il momento dell’anno, il momento del giorno, il tipo di stabulazione, il numero e la localizzazione degli abbeveratoi, il clima, il momento della lattazione, la quantità di latte prodotto ecc. Circa l’80% delle necessità di acqua delle vacche proviene dall’acqua di abbeverata (chiamata FWI, vale a dire “free water intake”), mentre il restante 20% dall’acqua contenuta nella razione. Alcuni studi hanno stimato un fabbisogno pari a circa 4-5 litri d’acqua per ogni litro di latte prodotto. Si tratta quindi di quantità importanti di acqua pulita che ciascun allevamento deve mettere a disposizione dei suoi animali. Di conseguenza, avere lo stesso numero di abbeveratoi, della stessa dimensione, in recinti con lo stesso numero di animali ma di un diverso grado produttivo, è un errore. Il fabbisogno di acqua cambia anche con il progredire della lattazione: nelle prime fasi è maggiore (fino a 133 litri al giorno per vacca), nelle fasi finali è più basso (fino a 106 litri al giorno per vacca), mentre in asciutta è minore (fino a 76 litri al giorno per vacca). Per quanto riguarda gli allevamenti su paddock all’aperto (poco frequenti in Italia, ma diffusi nel sud-ovest americano), queste quantità non bastano e bisogna calcolare un fabbisogno giornaliero per singolo animale che può arrivare fino a 190 litri.

Le vacche bevono durante tutto l’arco della giornata ma alcuni studi suggeriscono che bevono di più dopo aver mangiato e dopo la mungitura, mentre tendono a bere poco durante le ore notturne.

Durante l’estate il fabbisogno di acqua aumenta, e le bovine bevono di più e più spesso.

Ridurre in consumo di acqua significa ridurre il consumo di cibo e ridurre la produzione di latte. Questo è un aspetto molto importante, perché anche riduzioni minime di acqua comportano una significativa riduzione nell’assunzione di sostanza secca e nella produzione di latte. Bisogna quindi prestare la massima attenzione al fatto che le vacche devono avere accesso senza limitazioni a tutta l’acqua di cui hanno bisogno.

Un altro aspetto da considerare è lo spazio che le vacche hanno a disposizione per bere. È un altro motivo per cui il sovraffollamento è un problema: riduce sia l’accesso all’acqua sia il suo consumo. È importante che ci siano dai 5 agli 8 cm lineari di spazio all’abbeveratoio per vacca, centimetri che aumentano a più di 10 per le vacche che sono al sole. In pratica, affinché una stalla sia progettata in modo adeguato, bisogna fare in modo che gli abbeveratoi siano in grado di abbeverare il 75% delle vacche nell’arco di 60 minuti.

L’acqua dev’essere abbondante e facilmente accessibile, quindi dev’essere vicina ad ogni zona di alimentazione e alla sala di mungitura. Tuttavia, alcuni allevamenti hanno messo gli abbeveratoi dentro la sala di mungitura o appena fuori, e questo è un problema perché le vacche si ammucchiano per bere, bloccando il passaggio e del gruppo successivo.

Gli abbeveratoi devono però trovarsi non troppo lontano dalla sala. L’indicazione è che debbano essere a non più di 90 metri dalla sala di mungitura, così come a non più di 90 metri da ogni area di alimentazione. Questo permette agli animali di bere entro 5 minuti dalla mungitura. Le stalle che hanno difficoltà a garantire l’abbeverata entro 90 metri dalla sala di mungitura, dovrebbero aggiungere un abbeveratoio supplementare in prossimità del punto di rientro in stalla.

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