Com’è cambiato l’allevamento dei vitelli negli ultimi decenni

Il NAHMS (l’organizzazione statunitense per la sanità animale) esegue ad intervalli regolari una serie di questionari finalizzati a monitorare l’andamento dei parti e la crescita dei vitelli; tali questionari coprono oltre l’80% delle bovine USA. A partire dai primi anni ’90 si sono registrati diversi miglioramenti nella gestione dei vitelli destinati alla rimonta, tuttavia, questi progressi si sono rivelati spesso piuttosto esigui.

24 mesi per il primo parto è generalmente considerato un traguardo ragionevole anche se alcuni specialisti del settore hanno fissato in 20 – 22 mesi l’obiettivo da raggiungere. Le analisi del NAHMS, in questo senso, hanno rilevato progressi relativamente scarsi (vedi tabella), infatti, solamente gli allevamenti di notevoli dimensioni (> 500 vacche) riescono a raggiungere l’obiettivo minimo dei 24 mesi.

Sul fronte della mortalità prima dello svezzamento non si sono rilevati particolari miglioramenti, anzi il dato del 2007 risulta particolarmente preoccupante poiché ogni anno vengono persi oltre il 14% dei vitelli durante questo periodo (vedi tabella). Tra le cause di mortalità diarrea e patologie respiratorie rappresentano le principali, nel pre-svezzamento prevale la prima mentre dopo lo svezzamento la seconda.

Sulle tempistiche con le quali il vitello viene separato dalla madre si sono registrati dei buoni miglioramenti con oltre il 55% degli allevamenti che separano prima della poppata tuttavia la percentuale di aziende che affidano la prima colostratura alle madri è salita al 45% (vedi tabella), la principale problematica legata tale approccio risulta l’impossibilità di controllare qualità e quantità del primo colostro con il rischio che i vitelli non ricevano una dose adeguata di immunoglobuline.

Testare il quantitativo di anticorpi nel colostro rappresenta una buona pratica gestionale, in particolare nei casi in cui i vitelli ricevano, nelle prime 24 ore di vita, meno di 4 litri di colostro come avviene nel 70% dei casi (vedi tabella). Sempre secondo le analisi del NAHMS nel 2007 il controllo delle immunoglobuline nel colostro è stato effettuato nel 7,6% degli allevamenti con meno di 100 vacche; nel 19,8% di quelli con 100 – 499 bovine e nel 45,2% di quelli con oltre 500 capi in lattazione. Di queste aziende, tuttavia, ben il 42% si è affidato alla sola valutazione dell’aspetto del colostro per stimarne la qualità.

La durata dello svezzamento deve essere decisa in base alla disponibilità e alla gestione degli spazi dedicati ai vitelli nei primi mesi d’età, in questa fase inoltre è importante adottare un programma accurato per la nutrizione degli animali che garantisca il miglior apporto nutrivo possibile e la pronta disponibilità di acqua pulita.

Un altro dato che spicca dalle indagini NAHMS è l’incremento sostanzioso di stalle che affidano gli animali destinati alla rimonta ad aziende specializzate in questo tipo allevamento, tali stalle sono passate dall’1,6% del 1991 al 9,3% del 2007 (vedi tabella) e sono rappresentate principalmente da aziende di grandi dimensioni.

I margini di miglioramento nel management dei vitelli restano ancora ampi, in particolare dal punto di vista della riduzione della mortalità e del miglioramento delle condizioni sanitarie di questi animali così come nella buona gestione del colostro e delle strutture.

La tabella sottostante riporta un riassunto dei principali dati raccolti dal NAHMS negli anni 1991, 1996, 2002 e 2007 e fornisce un interessante quadro dei cambiamenti verificatisi negli ultimi decenni.



Comparazione Dati NAHMS ’91 – ’07 (fonte Hoard’s Dairyman)

Parametro

1991

1996

2002

2007

Età del primo parto (in mesi)

25,8

25,5

25,4

25,2

% Natimortalità o morte entro le prime 48 ore

6,5

% Mortalità pre-svezzamento (esclusi casi sopra)

8,4

11,0

8,7

7,8

% Mortalità post-svezzamento

2,2

2,4

1 ,9

1,8

Distribuzione % delle cause di morte secondo gli allevatori nel pre-svezzamento

Diarrea

52,2

60,7

62,1

56,5

Forme respiratorie

21,3

24,5

21,3

22,5

Problemi articolari o all’ombelico

2,2

2,4

1,7

1,6

Altre cause conosciute

14,1

7,8

6,1

9,9

Cause sconosciute

10,2

6,0

6,9

7,8

Distribuzione % delle cause di morte secondo gli allevatori nel post-svezzamento

Diarrea

18,4

14,7

12,3

12,6

Forme respiratorie

34,8

45,4

50,4

46,5

Problemi articolari o all’ombelico

1,0

1,2

1,4

1,0

Altre cause conosciute

27,5

21,3

19,9

24,6

Cause sconosciute

18,3

17,4

16,0

14,6

Età in cui il neonato è separato dalla madre (% di allevamenti secondo la gestione)

0 ore (prima di qualsiasi poppata)

28,0

48,7

52,9

55,9

<12 ore

39,6

23,0

22,5

22,2

12-24 ore

22,0

16,9

15,9

14,6

>24 ore

10,4

11,4

8,7

7,3

Somministrazione del primo colostro (% di allevamenti secondo la gestione)

Prima poppata dalla madre

33,7

30,7

30,5

45,1

Secchio o bottiglia

64,0

65,4

64,8

50,9

Sonda esofagea

2,3

3,8

4,4

3,8

Nessuna colostratura

0,0

0,1

0,3

0,2

Colostro somministrato a mano nelle prime 24 ore (% di allevamenti secondo la gestione)

2 quarti (1,9 lt c.a.) o meno

25,6

20,1

21,4

23,3

> 2 ma < 4 quarti

48,2

45,5

47,2

45,8

4 o più quarti

26,2

34,4

31,4

30,9

Età dello svezzamento (settimane)

Media allevamenti

7,9

8,2

8,4

8,2

Stabulazione dei vitelli pre-svezzamento (% di allevamenti secondo la gestione)

Stabulazione libera

2,6

2,1

2,7

Box singolo

33,9

30,3

58,1

67,9

Box multiplo

33,3

37,8

30,3

14,2

Stabulazione fissa (legati)

19,3

9,7

8,9

Drylot

6,8

16,1

0,6

Gabbie

32,7

38,1

0

0

% di allevamenti che ricorrono ad aziende esterne

1,6

5,0

3,6

9,3


Fonte: A. F. KertzCalf raising is improving . . . but slowly – Hoard’s Dairyman

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