Le razze da latte seguono il mercato

Nei Paesi più industrializzati l’allevamento della bovina da latte ha subito numerosi cambiamenti nel corso dei decenni, tali mutamenti sono il frutto sia dell’avanzamento tecnologico sia dell’evoluzione del mercato determinando anche una maggior predilezione di alcune razze, a discapito di altre.

Un esempio interessante di come sia cambiata la diffusione delle diverse razze da latte in meno di un secolo ci viene dagli USA. Il censimento agricolo statunitense del 1935 registrò la presenza di 23 milioni di vacche, così distribuite: 42% Jersey; 40% Frisone; 16% Guernsey; 2% Ayrshire e solo l’1% di Brown Swiss; facendo un salto di cinquant’anni e analizzando i dati del DHI (circa il 50% delle vacche USA) relativi al 1985 si può notare una mutazione radicale dello scenario nell’arco di mezzo secolo, infatti, a metà degli anni ’80 l’allevamento della razza Frisona aveva preso il netto sopravvento con una diffusione della razza pari al 92,5% mentre la Jersey si era ridotta al 3,1%, inoltre, gli stessi dati DHI registrarono anche un 1,9% di stalle miste ovvero dove meno del 75% delle bovine presenti in azienda apparteneva ad una singola razza. Le motivazioni alla base di una trasformazione così marcata furono molteplici:

  1. Maggiore produttività della Frisona rispetto alle altre razze.

  2. Riduzione della concentrazione di grasso necessaria per la commercializzazione del latte alimentare.

  3. Cambiamento delle preferenze dei consumatori con una maggiore richiesta di latte “magro” rispetto a quello cremoso prediletto nei decenni precedenti.

  4. Sistema per l’attribuzione del prezzo del latte, adottato in quegli anni, economicamente molto vantaggioso per la tipologia di latte prodotto dalla Frisona.

  5. Incentivi per la produzione di maggiori volumi di latte da parte dell’industria in quelle aree USA dove l’allevamento era poco diffuso.

  6. Riduzione della domanda e del valore del burro.

Negli ultimi anni tuttavia si è verificato un ulteriore mutamento nella diffusione delle razze, anche se in questo caso decisamente meno evidente di quello sopracitato. I dati DHI 2012 hanno evidenziato un moderato decremento della Frisona che è passata da una diffusione attorno al 92,5% all’attuale 85,6%; un lieve incremento della Jersey (dal 3,1% al 5,5%) e un interessante diffusione delle aziende miste, dall’1,9% del 1985 all’8,4% del 2012. Le cause di tali variazioni sono da ricercarsi ancora una volta nei cambiamenti del mercato quali:

  1. Forte crescita della produzione industriale di formaggio e incentivi, da parte di alcune di queste industrie, agli allevatori per la consegna di latte di Jersey e relativi incroci.

  2. Differente calcolo del prezzo del latte (considerati anche i componenti oltre al volume) che non avvantaggia più la Frisona.

  3. Maggior interesse per le bovine allevate al pascolo.

La Frisona risulta ancora di gran lunga la razza maggiormente diffusa, tuttavia, è probabile che l’attuale tendenza prosegua e si verifichi un’ulteriore riduzione di questa razza; ad esempio in Nuova Zelanda, Paese leader nell’esportazione di latte e derivati, le aziende che allevano incroci Frisona/Jersey rappresentano ormai il 41% del totale seguite da quelle di sole Frisone (38%) e di Jersey (12%).

In conclusione, le necessità dell’industria; la destinazione del latte prodotto; le modalità di calcolo del prezzo del latte e le preferenze dei consumatori hanno esercitato un’influenza fondamentale sul successo e la diffusione di determinate razze così come il declino di altre e continueranno a farlo anche in futuro.

Fonte: Calvin Covington – Dairy breeds have shifted with the market – Hoard’s Dairyman (Nov. 2013)

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