Passare alla mungitura robotizzata – Terza parte: il comportamento animale

Nei nostri precedenti articoli (reperibili QUI e QUI) abbiamo trattato le conseguenze della mungitura robotizzata sulla gestione dell’allevamento e sulla sanità della mandria, tuttavia, tale soluzione non determina riflessi rilevanti solamente su management e sanità. Col presente articolo ci concentreremo sugli effetti che il robot di mungitura può determinare sul comportamento delle bovine.

Come cambia il comportamento degli animali?

Il robot di mungitura permette alla vacche di gestire gli orari della mungitura secondo le proprie preferenze, tuttavia, tali orari possono essere limitati sia attraverso apposite impostazioni del sistema sia dalla soluzione scelta per regolare il traffico delle bovine.

Il traffico degli animali può essere gestito essenzialmente attraverso due sistemi: libero oppure obbligato (forzato o guidato); si è ampiamente dibattuto su quale di questi sia il migliore riguardo facilità di accesso a mungitura, area riposo e alimento. Secondo alcuni studi col traffico obbligato si ottengono un maggior numero di accessi giornalieri al robot, tuttavia, le stesse ricerche hanno anche rilevato un numero superiore di tentativi di mungitura infruttuosi con tale sistema. Altri Autori invece non hanno registrato differenze significative, per quanto riguarda le visite giornaliere al robot, tra le bovine gestite con sistemi liberi e quelle col traffico obbligato.

Quando possibile dal punto di vista strutturale sarebbe opportuno dotarsi di un’ampia area di attesa prima dell’accesso alla mungitura e di cancelli selettivi così da ridurre le tensioni sociali e facilitare l’accesso alla mungitura laddove.

L’alimentazione e il riposo rappresentano due fasi fondamentali della giornata di una bovina e se non viene dedicato loro un tempo sufficiente le conseguenze negative sulla produzione possono essere considerevoli. Il traffico obbligato, a differenza di quanto avviene col traffico libero, implica un accesso guidato all’alimento, tuttavia, diverse indagini sull’assunzione di sostanza secca giornaliera e/o il numero di pasti quotidiani nei due sistemi hanno fornito risultati discordanti su quale delle due tipologie sia la migliore. Tali risultati possono essere spiegati sia dalle differenti condizioni in cui sono stati condotti gli studi (gestione aziendale, accesso all’acqua, appetibilità dell’alimento, ecc.) sia dalla possibilità da parte delle bovine di sviluppare un pattern, riguardo le modalità di nutrizione, unico per ogni animale.

A prescindere dal tipo di traffico scelto, l’utilizzo degli impianti robotizzati non sembra influenzare gli orari preferiti dalle vacche per il riposo e l’alimentazione, che restano analoghi a quelli della mungitura “tradizionale” dove le vacche prediligono nutrirsi durante le ore diurne; la principale differenza dei sistemi robotizzati si riscontra nel numero di bovine che accedono contemporaneamente all’alimento, inferiore rispetto ai sistemi classici, con possibili riduzioni dello spazio-mangiatoia necessario.

Dal punto di vista delle tempo dedicato al riposo, alcuni studi relativi alle differenze tra il traffico obbligato e quello libero hanno, anche in questo caso, fornito risultati discordanti. Alcuni Autori non hanno rilevato alcuna differenza significativa tra la soluzione obbligata e quella libera mentre altri hanno riscontrato tempi dedicati al riposo superiori nelle bovine allevate in un sistema libero.

Un’altra importante problematica conseguente all’adozione della mungitura robotizzata riguarda la difficoltà che alcune bovine manifestano per accedere spontaneamente alla mungitura, inoltre, le tempistiche con cui l’animale si approccia e poi si allontana dal robot possono essere allungate da diversi fattori quali: tentativi falliti di mungitura; tarda lattazione; elevato numero di vacche nella zona di attesa o animali che bloccano l’uscita dall’area in cui è ubicato il robot. Durante primi mesi successivi al passaggio da un impianto tradizione a uno robotizzato può quindi risultare necessario un rilevante quantitativo di forza lavoro per motivare gli animali a visitare il robot; adattare la mandria a questo tipo di mungitura (riforma delle vacche non idonee e rimonta con bovine adeguate) e minimizzare i tentativi infruttuosi di mungitura.

Il numero di mungiture quotidiane e, soprattutto, l’intervallo tra una mungitura e l’altra possono variare sensibilmente. In linea generale, le bovine che si adattano al robot tendono a visitarlo più di una volta al giorno, tuttavia, è poco probabile che una mandria raggiunga una media di visite giornaliere superiore a tre. Per quanto riguarda gli intervalli, si sono osservate delle variazioni notevoli tra individui (4 – 36 ore) anche se la maggior parte delle bovine attende dalle 6 alle 12 ore tra una visita fruttuosa del robot e l’altra. Alcune variazioni degli intervalli tra mungiture sono il risultato di fenomeni naturali (età, dominanza, stadio della lattazione, ecc.) mentre altre possono essere sintomo di problematiche gestionali o comportamentali, senza dimenticare che un’eccessiva irregolarità negli intervalli può ridurre la produzione delle bovine. Al fine di minimizzare le problematiche relative a queste anomalie è possibile personalizzare, per ciascuna vacca, il numero di mungiture giornaliere e i relativi intervalli sfruttando i dati forniti dal robot anziché impiegare una formula generalizzata basata su assunzione giornaliera di sostanza secca e produzione lattea prevista.

Fonte: J. A. Jacobs e J. M. Siegford – The impact of automatic milking systems on dairy cow management, behavior, health, and welfare – Journal of Dairy Science (gen. 2012)

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