Patogeni e produzione


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Le mastiti sono un importante problema in molti allevamenti di bovine da latte di tutto il mondo. Esse causano, oltre a una riduzione del benessere delle bovine, un aumento dei costi dovuti alle maggiori spese veterinarie e sono associate a una marcata riduzione della produzione di latte. Inoltre le mastiti causano una riduzione della fertilità e aumentano il rischio di riforma delle bovine.

Questa patologia può essere dovuta a una vasta gamma di microrganismi e può verificarsi più volte durante ogni lattazione oppure può occorrere una sola volta durante ogni singola lattazione ma ripresentarsi nelle successive lattazioni.


Proprio perché esistono notevoli differenze tra gli agenti patogeni in grado di causare le mastiti e tali differenze sono alla base di sostanziali differenze che caratterizzano la risposta infiammatoria dell’organismo dopo l’infezione, non ci si deve meravigliare se l’entità delle perdite nella produzione di latte è diversa secondo l’agente patogeno che causa l’infezione.

La conoscenza esatta delle perdite nella produzione di latte causate da ogni singolo patogeno è importante al fine di poter intraprendere un corretto processo decisionale in materia di trattamento farmacologico e stabilire con esattezza la prognosi, sia per quanto riguarda la vita della bovina colpita sia per quanto riguarda la sua carriera produttiva.

L’obiettivo dello studio descritto in quest’articolo è proprio quello di valutare gli effetti sulla produzione dei casi clinici di mastite, in relazione ai diversi agenti eziologici che li hanno causati e in relazione al susseguirsi di altri casi di mastite dopo il primo.

I dati provenienti da 38.276 bovine in lattazione appartenenti a cinque allevamenti situati nello stato di New York sono stati raccolti dal 2003 fino al 2011 e sono stati poi analizzati utilizzando un modello lineare misto.

I dati delle bovine primipare e quelli delle bovine pluripare (seconda e terza lattazione) sono stati analizzati separatamente. Le primipare sono state seguite per un massimo di quarantotto settimane di lattazione e le pluripare per un massimo di quarantaquattro settimane di lattazione.

I casi clinici di mastite sono stati suddivisi in otto categorie secondo gli agenti patogeni presenti nei campioni di latte sottoposti a esame batteriologico:

  1. Streptococcus spp.

  2. Staphylococcus aureus

  3. Stafilococchi coagulasi-negativi

  4. Escherichia coli

  5. Klebsiella spp.

  6. Casi con segni clinici di mastite ma nessuna crescita batterica nei campioni di latte e casi di contaminazione (più di tre patogeni presenti nel campione)

  7. agenti patogeni contro i quali possono essere usati con successo gli antibiotici (inclusi Citrobacter, Corynebacterium bovis, Enterobacter, Enterococcus, Pasteurella, Pseudomonas e altri patogeni sensibili alla terapia antibiotica)

  8. agenti patogeni contro i quali non possono essere utilizzati con successo gli antibiotici (Pyogenes Trueperella, Mycoplasma, Prototheca, lieviti e altri patogeni non sensibili alla terapia antibiotica).

Dall’analisi statistica dei dati è risultato che i casi di mastite clinica occorrono più frequentemente nelle pluripare rispetto alle primipare.

Nelle primipare, Streptococcus spp. rappresenta il patogeno isolato più frequentemente nei campioni di latte prelevati dalle bovine colpite per la prima volta da mastite.

Nelle pluripare, invece, E. coli è stato il patogeno isolato più frequentemente durante il primo caso clinico di mastite.

In entrambi i gruppi, le bovine colpite per la prima volta da mastite causata da Streptococcus spp., Staph. aureus, Stafilococchi coagulasi-negativi, E. coli, Klebsiella spp., risultavano avere una produzione di latte maggiore, prima dell’insorgenza della patologia, rispetto alle bovine della stessa mandria non colpite da mastite.

Per quanto riguarda le perdite produttive che avvengono nelle primipare, se il secondo caso clinico di mastite è causato dallo stesso agente eziologico del primo caso, le bovine colpite produrranno in media 3,1 kg di latte in meno per ogni giorno di lattazione. Al contrario, se gli agenti patogeni che hanno causato due casi di mastite consecutivi sono diversi, le bovine colpite produrranno, mediamente, 2,7 kg di latte in meno al giorno. Se il terzo caso di mastite è causato stesso agente patogeno del secondo caso, le bovine produrranno mediamente 2,0 kg di latte in meno per ogni giorno di lattazione. Se, invece, il secondo e il terzo caso di mastite sono causati da agenti eziologici diversi, le bovine produrranno mediamente 0,7 kg di latte in meno al giorno.

Per quanto riguarda le pluripare, se il secondo caso clinico di mastite è causato dallo stesso agente eziologico del primo caso, le bovine colpite produrranno in media 1,5 kg di latte in meno per ogni giorno di lattazione. Al contrario, se gli agenti patogeni che hanno causato due casi di mastite consecutivi sono diversi, le bovine colpite produrranno, mediamente, 1,7 kg di latte in meno al giorno. Se il terzo caso di mastite è causato stesso agente patogeno del secondo caso, le bovine produrranno mediamente 1,1 kg di latte in meno per ogni giorno di lattazione. Se, invece, il secondo e il terzo caso di mastite sono causati da agenti eziologici diversi, le bovine produrranno mediamente 0,6 kg di latte in meno al giorno.

I diversi livelli di perdita nella produzione di latte osservati in questo studio possono essere messi in relazione al decorso e all’intensità della risposta infiammatoria a livello di ghiandola mammaria, tale risposta è specifica per ogni patogeno e quindi differente per ogni agente eziologico che causa mastite.

Ad esempio, quantità elevate di batteri durante l’infezione, anche solo per un periodo di tempo molto breve, sono comunemente accompagnate da una grave risposta infiammatoria, questa condizione avviene spesso durante le mastiti sostenute da E. coli. Al contrario, durante un’infezione persistente ma caratterizzata da modeste cariche infettanti si assiste a una risposta infiammatoria più lieve, tali processi infiammatori più blandi sono tipicamente associati a infezioni da Staph. aureus. Mastiti caratterizzate da un periodo d’infezione lungo con quantità di batteri elevate e persistente rialzo della quantità di cellule somatiche nel latte sono associate a infezioni sostenute da Strep. uberis.

Dai dati raccolti durante lo studio in oggetto, è risultato che una volta che una bovina contrae una mastite clinica, è esposta a un maggiore rischio di contrarre una seconda volta l’infezione, determinata dallo stesso agente patogeno, durante la stessa lattazione. Tali risultati evidenziano chiaramente l’assenza di un effetto protettivo conseguente all’esposizione a un determinato patogeno per quanto riguarda la presenza o la gravità di una successiva re-infezione.

Le ragioni della mancanza di una memoria immunitaria efficace non sono note, ma si può ipotizzare che la risposta immunitaria del tessuto che compone la ghiandola mammaria è profondamente diversa dalla risposta immunitaria propria degli altri tessuti dell’organismo. Inoltre, i tessuti propri delle ghiandole mammarie delle bovine colpite da mastite vanno incontro a modifiche tali da esporre maggiormente tali tessuti a una successiva infezione.

Un’ipotesi alternativa è che alcune bovine presentano una risposta immunitaria innata meno efficace rispetto alle altre e quindi sono più esposte a recidiva dopo una prima infezione.

Concludendo possiamo affermare che risultati di questo studio possono essere utili agli allevatori e ai veterinari per valutare meglio l’effetto dei casi di mastite (sia per quanto riguarda il primo caso che i successivi) sulla produzione di latte da parte delle bovine colpite.

Fonte: Pathogen-specific effects on milk yield in repeated clinical mastitis episodes in Holstein dairy cows. J. A. Hertl, Y.H. Schukken , F. L. Welcome, L. W. Tauer, and Y. T. Gröhn. – Journal of Dairy Science Vol. 97 No. 3, 2014.

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