Quando monitorare la produzione mensile non basta più…

I controlli produzione lattea media di una singola bovina su base mensile sono disponibili da molti anni e possono essere impiegati anche per stimare la produzione di una vacca su un periodo relativamente lungo. Accanto ai controlli mensili, in anni più recenti, alcune compagnie hanno sviluppato e messo in commercio sistemi che, sfruttando i lattometri elettronici, sono in grado di rilevare e registrare automaticamente la produzione media su base quotidiana. Le perplessità che generalmente scaturiscono riguardo tali sistemi sono relative sia al rapporto costi/benefici di un eventuale acquisto sia alla reale utilità di avere a disposizione un dato giornaliero. Riguardo tali perplessità è utile sottolineare che conoscere la produzione giornaliera di una singola bovina può fornire informazioni preziose su due fronti: la pronta identificazione di un animale malato e la rapida verifica dell’efficacia di un trattamento.

Individuare una bovina con problemi sanitari in tempi ristretti risulta fondamentale sia per la buona riuscita del relativo intervento terapeutico sia per una rapida guarigione dell’animale. Nella figura 1 è illustrato un esempio di come possa essere sfruttata la registrazione della produzione giornaliera per identificare velocemente una vacca malata (dati della Oregon State University):

Monitoraggio - Fig. 1

Figura 1: confronto delle produzioni mensili e giornaliere di due Frisone con dislocazione sinistra dell’abomaso

La bovina 1 (rappresentata in fig. 1) ha sofferto di una dislocazione dell’abomaso attorno al 200° giorno di lattazione che ha determinato una riduzione brusca della secrezione lattea, tuttavia, la diagnosi e l’intervento (226° giorno) sono avvenuti tardivamente e l’animale non è più stato in grado di riprendere una produzione adeguata; mettendo a confronto la media giornaliera (linea blu) con quella mensile (cerchi rossi) è evidente some il dato mensile non sia in grado di fornire un’indicazione rapida e affidabile. La bovina 2 ha sofferto di una dislocazione analoga al 30° giorno, in questo caso l’intervento è stato tempestivo e i tempi di recupero decisamente buoni.

Il secondo vantaggio che scaturisce dall’avere a disposizione il dato giornaliero è relativo alla verifica dell’efficacia di un intervento terapeutico; in figura 2 è raffigurato l’andamento della produzione di una Jersey trattata per una patologia dismetabolica (dati della Oregon State University):

Monitoraggio - Fig. 2

Figura 2: Andamento eiezione lattea di una bovina Jersey trattata per problemi metabolici

Osservando l’andamento mensile (cerchi rossi) della secrezione lattea della vacca in figura 2 il problema potrebbe sembrare risolto, tuttavia, il dato giornaliero (linea blu) ha permesso di evidenziare due ricadute indicando così la necessità di intervenire nuovamente.

In conclusione, con l’evoluzione e i continui sconvolgimenti del mercato è richiesta una sempre maggiore precisione anche nella gestione dell’allevamento bovino, pertanto, avere a disposizione dati giornalieri non può che facilitare il corretto management. Limitarsi al monitoraggio della produzione media mensile di una vacca può fornire indicazioni utili sui picchi e il totale della produzione, tuttavia, non permette d’identificare in tempi brevi repentini cali della produzione con il rischio di rallentare significativamente il riconoscimento sia diproblemi sanitari con sintomi non eclatanti sia di interventi terapeutici inadeguati.

Aurora Villarroel e Ben Krahn – Monthly milk weights are not enough – Hoard’s Dairyman (Mag. 2013)

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