Il benessere animale visto dal Nord America


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Il tema del benessere animale si basa su tre concetti fondamentali:

come funziona l’organismo animale

cosa sente l’animale (in termini “sensazioni” )

se l’animale vive in modo naturale

L’interpretazione pratica di questi tre concetti è diversa in funzione del ruolo svolto ed è spesso diversa. Se consideriamo il concetto (1), per il veterinario è un problema di salute, mentre per l’allevatore è un problema di produttività.

In questo ambito, gli Autori sottolineano che spesso l’elevata produzione è spesso utilizzata come indice di benessere, ma questo non è vero poiché la selezione genetica ha fatto si che la bovina cerchi di produrre la maggior quantità di latte anche a scapito della propria condizione corporea, delle performance riproduttive e talvolta, della propria salute. Pertanto sebbene l’alta produzione è una componente del benessere, non vi è una relazione diretta tra quest’ultimo e la produzione.

Un esempio invece di una relazione diretta tra uno stato patologico dell’animale e l’assenza di benessere è rappresentato dalle patologie podali. Un animale “zoppo” è “ammalato” non è in “condizione di benessere” e spesso è anche “meno produttivo.”

Questa patologia frequente nella maggior parte degli allevamenti, risulta di non facile identificazione soprattutto in quelli grandi. Questo ha portato allo sviluppo di diverse metodiche che potrebbero aiutare nella diagnosi precoce (registrazioni video, termografia, misurazione della distribuzione del peso sugli altri). Questo è un concetto importante che deve essere preso in considerazione quando vogliamo migliorare il benessere animale, ovvero la necessità di una diagnosi precoce e puntuale per ridurre la frequenza e la gravità delle patologie al fine di migliorare il benessere dell’animale e la produttività dell’allevamento.

Il benessere delle bovine, visto dai consumatori, invece si focalizza più spesso su quello che possiamo definire “le sensazioni” degli animali, o, più praticamente, nel capire se e quanto dolore sentono gli animali nella loro vita produttiva. Un esempio, di grande attualità in Canada, è la riduzione del dolore nella decornazione dei vitelli. Questa pratica, finalizzata a migliorare il benessere negli animali evitando che si possano ferire, è dolorosa per il vitello ed è necessario associare sia un anestestico prima di effettuare l’operazione, sia un antidolorifico nelle fasi successive.

Infine il terzo concetto è legato a quanto l’allevamento si avvicini alla vita “naturale” delle bovine. Ovviamente mantenere l’animale in una ambiente “naturale” non è possibile da un punto di vista economico, ma alcune procedure possono permettere comportamenti naturali. In questo senso sia la mungitura automatica (robot) che l’alimentazione automatica dei vitelli permettono un comportamento più vicino a quello fisiologico lasciando buone parte della sceltea di farsi mungere o di alimentarsi all’animale. Un aspetto da sfatare è invece che le bovine preferiscano stare al pascolo, al pari degli uomini, le bovine preferiscono stare all’aperto solo se le condizioni climatiche ed ambientali siano migliori di quelle della stalla. Gli studi condotti dagli Autori indicano, infatti, che quando la temperatura o le condizioni del terreno non sono quelle abituali, le bovine preferiscono stare in stalla.

Siamo ancora lontani dall’aver concepito un sistema produttivo che rispetti sia i principi del benessere dell’animale sia quelli di una sostenibilità dell’allevamento, tuttavia una corretta ricerca e una visione equilibrata dei problemi, scevra da sensazionalismi e da estremismi, non può che portare a risultati che possano soddisfare entrambi questi obiettivi.

Da von Keyserlingk & Weary Do your cows live as cows should ? Hoard’s Dairyman 10 Agosto 2010.

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