10 Domande Da Porsi Prima Di Utilizzare L’Antibiotico

L’impiego corretto degli antibiotici rappresenta una tematica sempre più importante nell’allevamento della bovina da latte a causa dei fenomeni di antibiotico-resistenza in costante crescita; la necessità di rispettare i tempi di sospensione; le problematiche legate ai residui nelle derrate alimentari; i costi e l’efficacia dei trattamenti.

Nel caso dei residui ad esempio l’agenzia per la sicurezza alimentare USA ha rilevato, nel 2008, livelli di nei tessuti delle vacche da latte a fine carriera 20 volte superiori rispetto quelli dei bovini da carne.

Per un uso corretto del farmaco, prima di trattare una bovina, è bene porsi alcune domande:

  1. L’impiego dell’antibiotico è la scelta terapeutica migliore? L’utilizzo della terapia antibiotica è una responsabilità condivisa tra allevatore e veterinario, consultare sempre il veterinario di fiducia prima di somministrare un antibiotico. La scelta della terapia deve tener conto di numerosi fattori quali l’età dell’animale, i giorni in lattazione, un eventuale stato di gravidanza, la storia clinica e le capacità produttive. Inoltre non bisogna dimenticarsi che in determinati casi di mastite l’antibiotico non è di alcun aiuto.

  2. L’antibiotico è stato somministrato correttamente? L’esame batteriologico è un must nei casi in cui non si conosce l’eziologia del patogeno, l’impiego di un principio attivo inefficace è uno spreco di tempo e di denaro. Una volta identificato il farmaco efficace è fondamentale seguire la posologia e la via di somministrazione indicate dal veterinario e dal produttore del medicinale.

  3. Vale la pena di ricorrere all’uso in deroga? Esistono evidenza scientifiche che supportino tale scelta? L’utilizzo in deroga deve essere deciso dal veterinario, è importante tenere presente che alcune sostanze o combinazioni di esse non vengono prontamente identificate nel latte. In nessun caso impiegare farmaci proibiti per una determinata categoria di animali.

  4. L’animale trattato e l’antibiotico utilizzato sono stati registrati? I sistemi disponibili per catalogare gli animali trattati e le sostanze somministrata sono numerosi, in generale è raccomandabile l’adozione di un sistema computerizzato che permetta d’identificare agevolmente animali trattati e farmaci scelti così da poter rivedere e migliorare i protocolli adottati in azienda. Per quanto concerne i tempi di sospensione, inoltre, è fondamentale adottare un sistema di riconoscimento degli animali trattati semplice e valido.

  5. L’antibiotico è stato conservato correttamente? I farmaci devono essere conservati secondo quanto prescritto dalla legge, vanno seguite le indicazioni dei produttori e i prodotti presenti in azienda devono essere prontamente riconoscibili senza ombra di dubbio.

  6. È possibile testare il latte prima che finisca nel tank per evitare problemi coi residui? Come? Non esistono in commercio kit che da soli riconoscono tutti i farmaci; è importante consultare il veterinario di fiducia in materia e conoscere quali sostanze possono essere identificate direttamente con un test in campo e quali invece necessitino del ricorso ad un laboratorio. Inoltre, si consiglia di avere i test di campo sempre a disposizione.

  7. Quali sono i rischi a cui si va in contro qualora vengano trovati residui illegali nel latte? I rischi possono essere molteplici e talvolta penali. Anche il veterinario aziendale può andare in contro a sanzioni in caso di violazioni, è importante renderlo sempre partecipe riguardo a come vengono impiegati gli antibiotici e porre particolare attenzione nel caso di usi in deroga.

  8. Quali possono essere gli impatti sul settore lattiero-caseario di uno “scandalo” legato ai residui nel latte? È fondamentale difendere l’immagine del settore e garantire la sicurezza del consumatore. Qualora una problematica legata residui dovesse avere risonanza mediatica sarebbe l’intero comparto a pagarne le spese, con danni economici e d’immagine difficilmente prevedibili in particolare in un ambito delicato come quello degli alimenti.

  9. Quali potrebbero essere gli effetti di residui farmacologici sulle esportazioni dei prodotti? Qualora si venda il proprio prodotto anche a Paesi Terzi è importante tener conto delle norme vigenti in tali Paesi e delle possibili differenze con la normativa Comunitaria.

  10. Vale la pena di effettuare questa iniezione? Ogni allevatore dovrebbe porsi questa domanda; sia essa motivata da ragioni economiche, legali o etiche. Il veterinario dovrebbe aiutare a dare una risposta a questo interrogativo e a far sì che i soldi dell’allevatore siano ben spesi.

Fonte: Don Breiner e Dale HeintzTen questions to ask before administeringantibiotics – Hoard’s Dairyman (Mar. 2012)

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