Asciutta e Cellule (I parte)

Il numero di cellule somatiche presenti nel latte è comunemente utilizzato come indicatore della sanità della mammella. Questo perché un rialzo di tale parametro indica una risposta del sistema immunitario a seguito di un’infezione della ghiandola mammaria. Una conta cellulare minore di 100.000 cellule/ml è considerata fisiologica e indica che la ghiandola mammaria è sana, al contrario, una conta cellulare maggiore di 200.000 cellule/ml è imputabile alla presenza di un’infezione batterica.

Anche se le maggiori variazioni nel numero di cellule somatiche sono il risultato dalla presenza o dell’assenza di un’infezione, una serie di altri fattori incide su tale parametro, tra cui: il numero di lattazioni, la fase della lattazione, l’ora del giorno e la stagione.

Il valore soglia di 200.000 cellule/ml di latte fornisce un utile indicatore (sensibilità è specificità pari al 70%) per la probabile presenza di un’infezione in almeno uno dei quattro quarti da cui è stato ottenuto il campione di latte.

Per questo motivo, l’aumento del contenuto di cellule somatiche al di sopra di questo valore è utilizzato abitualmente per individuare la presenza di nuovi casi di mastite. Oggi questo concetto è stato esteso anche al periodo di asciutta, e il rialzo del contenuto di cellule somatiche al di sopra di 200.000 cellule/ml tra la fine di una lattazione e l’inizio della successiva è considerato indicativo della presenza di una nuova infezione della ghiandola mammaria durante l’asciutta.

La gestione della mandria, anche per quanto riguarda il periodo di asciutta, influenza notevolmente il contenuto di cellule somatiche del latte prodotto dalle bovine durante la lattazione. Per quanto riguarda la conta cellulare all’inizio della lattazione, la maggior parte delle ricerche si è concentrata sulle primipare e la conta cellulare all’inizio della prima lattazione è stata notevolmente influenzata dalla gestione degli animali nel peri-parto. La conta cellulare elevata all’inizio della prima lattazione, è associata a un aumentato del rischio di eliminazione precoce della bovina e a una minore produzione durante tutta la permanenza nella mandria.

L’obiettivo dello studio descritto in quest’articolo è di indagare contemporaneamente gli effetti della gestione delle manze e del periodo di asciutta sul contenuto di cellule somatiche del latte prodotto dalle bovine all’inizio della lattazione. Particolare attenzione è stata riservata agli effetti delle caratteristiche individuali deli animali inclusi nello studio, delle caratteristiche strutturali dell’allevamento e delle strategie di gestione della mandria sul contenuto di cellule somatiche nei primi trenta giorni di lattazione.

A tale scopo sono stati inclusi nello studio cinquantadue allevamenti di bovine da latte situati nel Regno Unito, tali allevamenti sono stati seguiti per un periodo della durata di due anni.

I dati necessari per caratterizzare gli allevamenti e per descrivere le strategie con cui essi erano gestiti, sono stati ottenuti tramite interviste agli allevatori, attraverso visite in azienda e mediante l’utilizzo di questionari.

Le informazioni raccolte sono state raggruppate nelle seguenti categorie:

üInformazioni di carattere generale (per esempio, numero di capi e quantità di latte prodotto).

üProtocolli vaccinali (sia per la mastite sia per altre malattie).

üNumerosità e caratteristiche del personale impiegato in azienda.

üCaratteristiche dei gruppi in cui sono suddivise le bovine e informazioni riguardanti le modalità di spostamento da un gruppo a un altro (compresa la durata del periodo di asciutta).

üInformazioni concernenti la lettiera utilizzata (materiale utilizzato, modalità di stoccaggio, quantità utilizzate, metodi di pulizia).

üAlimentazione delle bovine e modalità di abbeveraggio.

üProcedure utilizzate per la messa in asciutta (inclusi i farmaci utilizzati, i criteri di selezione per l’utilizzo dei sigillanti dei capezzoli e la metodologia di applicazione).

üDettagli riguardanti la stabulazione degli animali durante l’asciutta e gestione dei pascoli.

üGestione della sala parto.

üGestione del parto e del post-parto.

üMetodi di controllo degli insetti.

L’analisi dei dati è stata condotta separatamente per le vacche stabulate in allevamento durante il periodo di asciutta e per quelle che, invece, si trovavano al pascolo durante l’asciutta, questo a causa delle importanti differenze gestionali esistenti tra i due gruppi.

Pe quanto riguarda i risultati ottenuti dall’analisi statistica dei dati, la media aritmetica, la media geometrica, e la mediana del contenuto di cellule somatiche del latte prodotto durante i primi trenta giorni di lattazione dalle bovine stabulate in allevamento durante l’asciutta sono state rispettivamente pari a 273.000, 91.000 e 71.000 cellule/ml. La media aritmetica, la media geometrica, e la mediana del contenuto di cellule somatiche del latte prodotto durante i primi trenta giorni di lattazione dalle bovine che hanno trascorso al pascolo il periodo di asciutta sono state rispettivamente pari a 237.000, 79.000 e 63.000 cellule/ml.

Per quanto riguarda i fattori legati alle singole bovine, le variabili associate a un rialzo del contenuto cellulare medio durante l’inizio della lattazione sono state le seguenti:

  1. Numero di lattazioni.

  2. Contenuto di cellule somatiche maggiore di 199.000 cellule/ml durante gli ultimi sessanta giorni della precedente lattazione.

  3. Riduzione dell’ingestione di sostanza secca subito dopo il parto.

Fonte: Cow, Farm, and Herd Management Factors in the Dry Period Associated with Raised Somatic Cell Counts in Early Lactation. M. J. Green, A. J. Bradley, G. F. Medley, and W. J. Browne. Journal of Dairy Science Vol. 91 No. 4, 2008.

0 visualizzazioni

Post correlati

Le zoonosi sono quelle malattie che possono essere diffuse tra le persone e gli animali e sono causati da agenti patogeni come batteri, virus, funghi e parassiti. A differenza delle patologie che infl

La somministrazione del colostro ai vitelli in una quantità corretta e con una qualità ottimale è lo strumento più efficace per salvaguardare la salute dei vitelli. Molti allevatori utilizzano un rifr