Controllare le mastite: focus su asciutta e peri-parto

Gli errori gestionali durante l’asciutta rappresentano un serio rischio sia dal punto di vista delle infezioni intra-mammaria sia da quello dei disturbi metabolici. Le bovine risultano più suscettibili alla mastite durante le prime tre settimane di asciutta e nel peri-parto.

L’impiego di antibiotici appositi per l’asciutta generalmente riduce lo sviluppo di mastiti durante la lattazione successiva; questo approccio terapeutico, quando eseguito correttamente, risulta utile sia nella lotta ai contagiosi sia in quella agli agenti ambientali.

Le bovine che vanno in asciutta con mastiti croniche, così come quelle che contraggono l’infezione durante l’asciutta stessa, nella lattazione suscettiva presentano un elevato rischio di sviluppare mastiti; una riduzione quali-quantitativa della secrezione lattea e colostro di scarsa qualità.

Durante l’asciutta le bovine più a rischio sono quelle caratterizzate da un’elevata produttività, infatti, circa la metà delle vacche che producono più di 21 kg il giorno prima della messa in asciutta tendo a presentare una cheratinizzazione difficoltosa dello sfintere capezzolo lasciando parzialmente aperto il canale per oltre sei settimane.

È fondamentale identificare i fattori di rischio per la mastite durante i periodi critici di asciutta e peri-parto al fine di controllarli quanto più possibile.

Uno studio triennale dell’Università del Wisconsin ha identificato nell’età delle bovine un importante fattore di rischio, in tale studio le bovine alla seconda lattazione sono risultate le meno inclini a sviluppare mastiti cliniche (5% contro 23%) e quarti con SCC elevata (20% contro 59% delle vacche alla terza lattazione e 83% di quelle oltre la terza).

Le mastiti pregresse rappresentano un altro considerevole fattore di rischio, infatti, i quarti che hanno contratto mastite durante una lattazione hanno il quadruplo del rischio di svilupparne un’altra durante la lattazione successiva, rispetto a quelli precedentemente sani.

I quarti con SCC cronicamente elevata (> 200.000), rispetto a quelli con basse conte cellulari, presentano un rischio tre volte maggiore di manifestare una mastite clinica durante i primi 120 giorni di lattazione e venti volte superiore di contrarre mastiti subcliniche. Inoltre, le vacche che presentano quarti con SCC elevata all’inizio dell’asciutta e nei giorni post-parto producono fino a 9-10 kg di latte in meno durante il primo periodo della lattazione.

Alcuni utili consigli…

Al fine di ridurre i rischi durante questi periodi critici ecco alcuni consigli:

  1. Utilizzare correttamente l’antibiotico in asciutta per tutte le bovine e tutti i quarti.

  2. Gestire l’asciutta in modo da ridurre quanto più possibile il rischio di esposizione agli agenti ambientali.

  3. Impiegare i sigillanti nei casi in cui risulti vantaggioso.

  4. Evitare il sovraffollamento durante i periodi critici.

  5. Mantenere le aree preposte al parto il più pulite possibile.

  6. Mungere separatamente le fresche dalle vacche affette da mastite.

  7. Tenere sempre conto dello storico di una determinata bovina, sia dal punto di vista della SCC sia da quello delle mastiti pregresse.

La collaborazione tra allevatore e veterinario di fiducia risulta un elemento fondamentale per lo sviluppo strategie atte a minimizzare i rischi di mastite durante i periodi più critici.

Fonte: Pamela J. RueggMastitis control hinges on dry and fresh cow care – Hoard’s Dairyman

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