Effetti a lungo termine delle mastiti da Escherichia coli (II)

Per quanto riguarda i risultati, al momento dell’infezione le ventiquattro bovine incluse nello studio presentavano:

  1. Un numero medio di lattazioni pari a 3.3 ± 1.3

  2. Una media di giorni in lattazione pari a 131,7 ± 78,6 giorni

  3. Una produzione giornaliera media di 45,7 ± 8,4 litri.

Per descrivere gli effetti delle mastiti cliniche, le bovine colpite sono state divise in due gruppi:

  1. Gruppo uno: animali affetti da infiammazione mammaria di breve durata. Questo gruppo include gli animali la cui produzione è tornata ai livelli pre-infezione in massimo trenta giorni e la diminuzione di produzione è stata inferiore al 15% rispetto alla produzione registrata prima dell’infezione.

  2. Gruppo due: animali colpiti da infiammazione mammaria di lunga durata, Questo gruppo include gli animali la cui produzione è tornata ai livelli pre-infezione in più di trenta giorni e la diminuzione di produzione è stata superiore al 15% rispetto alla produzione registrata prima dell’infezione.

Nel primo gruppo sono state inserite cinque bovine. Esse hanno recuperato completamente la produzione di latte entro 20-30 giorni dall’insorgenza della mastite. In questo intervallo temporale, le analisi batteriologiche condotte sui campioni di latte non hanno più rilevato la presenza di E. coli. La produzione giornaliera di latte è tornata quasi ai livelli precedenti l’individuazione della mastite clinica (Figura 1a). Entro questo periodo anche i parametri riguardanti la coagulazione del latte, alla conta cellulare e alla distribuzione dei leucociti sono ritornati normali.

Figura_n_1.jpg

Diciannove delle ventiquattro bovine, al contrario, sono state classificate nel secondo gruppo.

La risposta di tali animali all’infezione mammaria è stata uniforme e nessuna bovina ha recuperato completamente la produzione prima dell’ultimo campionamento dello studio, eseguito a circa 150 giorni dalla rilevazione della mastite (Figura 1b e 1c).

Nove di queste bovine hanno manifestato una grave alterazione del latte prodotto sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, alcune hanno cessato spontaneamente la produzione di latte entro 2-3 giorni e altre sono state messe in asciutta nelle settimane successive alla diagnosi di mastite da E. coli.

La reazione immunitaria è stata differente nei due gruppi. Infatti, il latte prodotto dagli animali appartenenti al gruppo colpito da infiammazione di breve durata presentava un contenuto di neutrofili maggiore e un contenuto di macrofagi inferiore rispetto al latte prodotto dalle bovine colpite da processo infiammatorio di lunga durata. Il contenuto di cellule somatiche e la distribuzione dei leucociti sono tornati alla normalità entro ventotto giorni dall’infezione nelle bovine appartenenti al gruppo uno. Al contrario, le bovine con infiammazione mammaria di lunga durata hanno prodotto un latte con elevato contenuto di cellule somatiche, rappresentate per l’80% da neutrofili, per tutta la durata dello studio.

Le cinque bovine appartenenti al primo gruppo hanno fatto registrare una perdita totale media di latte pari a circa 200 litri/capo (120-290 litri/capo).

Le diciannove bovine incluse nel secondo gruppo, invece, hanno fatto registrare una perdita totale media di latte di circa 1500 litri/capo (790-1900 litri/capo).

Nel complesso, le infezioni mammarie da E. coli hanno causato, nell’allevamento oggetto di studio, una perdita di latte pari a 1230 litri per ciascun caso d’infezione mammaria e una perdita totale di circa 30mila litri di latte. Inoltre, durante il periodo di studio sono state macellate cinque bovine a causa di mastiti da E. coli di grave entità.

In questo studio, l’infiltrazione significativamente più alta di neutrofili nelle ghiandole mammarie delle bovine colpite da infiammazione di breve durata suggerisce che la tempestività e l’intensità della risposta immunitaria cellulare, dopo l’infezione batterica, sono cruciali per il recupero della ghiandola stessa.

Inoltre, il ritrovamento di oltre l’80% di neutrofili nel latte prodotto da animali con infezione mammaria di lunga durata, suggerisce una grave perturbazione del tessuto ghiandolare e dimostra che il processo infiammatorio è rimasto attivo indipendentemente dall’avvenuta clearance batterica nella ghiandola.

I risultati di questo studio suggeriscono che gli effetti delle infezioni intramammarie da E. coli vanno ben oltre l’impatto economico diretto che si verifica durante il caso clinico a livello di singolo animale e l’utilizzo di parametri specifici per la valutazione della qualità del latte è utile sia per distinguere diversi “modelli” di risposta infiammatoria alle infezioni intramammarie da E. coli sia per determinarne gli effetti nel lungo periodo.

Fonte: Long term effects of Escherichia coli mastitis. Shlomo E. Blum, Elimelech D. Heller, Gabriel Leitner. The Veterinary Journal 201 (2014) 72–77.

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