Il ruolo dell’impianto di mungitura nella mastite (prima parte)

Il ruolo dell’impianto di mungitura nella mastite (prima parte)

Le attrezzature correlate al processo di mungitura, così come le pratiche che vengono messe in atto durante tale processo, possono influenzare, positivamente o negativamente, la quantità e la qualità del latte. Una corretta gestione di questa fase della produzione dovrebbe perseguire i seguenti obiettivi:


  1. Massimizzare la secrezione lattea della mammella

  2. Minimizzare la permanenza delle vacche in sala

  3. Prevenire possibili danni alla mammella

  4. Evitare alterazione delle componenti del latte

Ai fini di ottimizzare la produzione lattea tutte le operazioni collegate alla mungitura andrebbero svolte con animali, quanto più possibile tranquilli e secondo una routine consolidata; allo scopo di assicurare una sufficiente stimolazione nervosa ed un conseguente rilascio adeguato di ossitocina i capezzoli andrebbero stimolati per almeno 12-15 secondi ed il gruppo attaccato entro 60-90 secondi dall’inizio della stimolazione.

Caratteristiche dell’impianto di mungitura

Un buon sistema di mungitura deve presentare una serie di peculiarità quali:


  1. Performances adeguate; la mungitura deve svolgersi nei tempi corretti, senza interferire con la secrezione lattea e mantenendo il giusto flusso.

  2. Prevenzione delle contaminazioni del capezzolo e della ghiandola mammaria; le contaminazioni batteriche e le eventuali infezioni che ne scaturiscono possono verificarsi attraverso diversi meccanismi:

  3. Trasmissione da una bovina all’altra attraverso la mungitura.

  4. Contaminazione crociata tra capezzoli della stessa vacca a seguito di oscillazioni della pressione nell’impianto.

  5. Lesioni allo sfintere del capezzolo che favoriscono la colonizzazione microbica durante la mungitura.

  6. Impatto di goccioline di latte contaminate sullo sfintere con velocità tali da permettere la penetrazione del canale del capezzolo.

  7. Pulsazione corretta; l’impianto deve permettere un massaggio equilibrato e favorire la circolazione ematica. Rapporti di pulsazione scorretti o scarsa qualità delle guaine possono determinare dei gravi rischi per la sanità della mammella

  8. Facilità di pulizia.

Relazioni tra mastite e sistema di mungitura

Il canale del capezzolo è una delle prime difese contro le infezioni mammarie, esso è rivestito da un strato di cheratina protettivo. Tale strato può essere rimosso in caso di sovramungitura o eccessivi livelli del vuoto, incrementando così l’incidenza delle mastiti.

Durante una mungitura scorretta le condizioni sanitarie della mammella possono subire compromissioni anche a seguito di lesioni alla cute del capezzolo, agli sfinteri o al parenchima mammario. A seguito della fase di stacco può costituirsi un gradiente pressorio negativo all’interno del canale del capezzolo con conseguente risucchio di goccioline contaminate da batteri, inoltre, l’ingresso di aria nel collettore o tra la guaina ed il capezzolo favorisce l’introduzione di queste gocce di latte. Tale rischio viene esacerbato in caso di mammelle eccessivamente bagnate, applicazioni / rimozioni improprie e/o posizionamento scorretto del gruppo mungitura. Ai fini di minimizzare questo fenomeno è opportuno che vi sia sempre un adeguato livello del vuoto e una corretta dimensione delle guaine impiegate.

L’impianto di mungitura può favorire l’insorgere di infezioni intramammarie essenzialmente attraverso quattro meccanismi:


  1. Agevolazione dell’infezione tra quarti di una stessa vacca (fino al 40% dei nuovi casi) o della trasmissione di contagiosi tra bovine diverse. Approcci scorretti alla gestione del pre-mungitura, quali l’uso di prodotti inadeguati per il pre-dipping o la mancata asciugatura dei capezzoli favoriscono le infezioni crociate. Le fluttuazioni del vuoto durante la mungitura permettono al latte presente nel collettore di risalire ed entrare in contatto con quarti diversi da quello di provenienza, qualora uno di questi quarti sia infetto tale fenomeno favorisce la trasmissione agli altri quarti. Nel caso di agenti contagiosi inoltre, mungere una vacca infetta prima di una sana favorisce la diffusione di questi patogeni.

  2. Agevolazione della moltiplicazione batterica a livello di sfintere del capezzolo. Una mungitura scorretta può portare a eversioni degli sfinteri, ipercheratosi e varie lesioni che favoriscono la colonizzazione batterica della mammella.

  3. Incremento dell’ingresso di microrganismi nel canale del capezzolo. Durante la mungitura brusche riduzioni del livello del vuoto generano gradienti pressori negativi all’interno del dotto che possono causare l’aspirazione di gocce di latte contaminate nel dotto stesso.

  4. Modificazioni dell’ambiente mammario che facilitano la colonizzazione batterica e riducono le difese dell’ospite. La mungitura meccanica può causare lesioni ai tessuti che costituiscono il capezzolo e il parenchima mammario rendendoli più suscettibili alle infezioni; stimoli dolorifici locali possono indurre risposte neuroumorali che portano alla soppressione delle difese immunitarie e che interferiscono con la secrezione lattea.

Il livello del vuoto deve mantenersi quanto più possibile stabile e deve risultare compatibile sia con una mungitura rapida e completa sia con la necessità di minimizzare il traumatismo sulla mammella; in tale senso risultati sperimentali ed esperienze di campo hanno evidenziato un livello del vuoto ottimale sul capezzolo compreso tra 36 e 42 kPa; regolando l’impianto a pressioni comprese tra 42 e 46 kPa (impianto a linea bassa) oppure 47 e 51 kPa (linea alta) vengono garantiti 36 – 42 kPa nel collettore durante il picco di secrezione lattea. Peso eccessivo della linea del latte, parziali ostruzioni dei tubi, perdite o immissioni eccessive di aria nel sistema possono causare tuttavia riduzioni del livello di vuoto anche quando l’impianto è tarato correttamente. Un livello del vuoto che superi i valori sopraindicati nonostante presenti il vantaggio di una mungitura più rapida incrementa in maniera sensibile il traumatismo sulla mammella.

La fluttuazione media del vuoto non deve superare i 7 kPa per gli impianti a linea bassa e i 10 kPa per gli impianti a linea alta, valori superiori generalmente indicano eccessive perdite o immissioni d’aria nel sistema.

Le perdite di vuoto a vari livelli del sistema possono essere costanti o sporadiche; tra le principali cause di queste perdite costante, oltre a pompe o regolatori difettosi, abbiamo:

  1. Crepe nei tubi del vuoto

  2. Buchi nel serbatoio del vuoto

  3. Piccoli fori o crepe nelle guaine o nel collettore

  4. Perdite sulla linea del latte

Tra le maggiori cause di perdite sporadiche:

  1. Cadute del gruppo

  2. Scivolamenti delle guaine

  3. Ingresso d’aria durante l’attacco o lo stacco

Identificare prontamente queste problematiche e correggerle rapidamente permette di mantenere i livelli di vuoto ideali sul capezzolo e di ottimizzare l’efficienza energetica delle pompe.

Fonte: www.eXtension.orgThe Role of Milking Equipment in Mastitis

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