Manze & Mastiti: un problema da non sottovalutare

Il verificarsi di casi di mastite nelle primipare, subito dopo il parto, può sembra un evento inusuale sia perché siamo abituati a pensare a questa patologia come strettamente legata alla lattazione sia perché le mammelle delle manze possono sembrare immature e “sigillate”. Tuttavia, tali forme possono rappresentare una problematica seria in allevamento e impostare un trattamento adeguato può rivelarsi difficoltoso. Un esempio classico di queste patologie è la “summer mastitis”, una forma morbosa causata da diverse specie batteriche e fortemente legata all’attività d’insetti ematofagi, tuttavia, diversi studi hanno evidenziato la presenza di mastiti con caratteristiche analoghe anche in aree dove i vettori non sono attivi.

S. aureus rappresenta una delle principali cause di mastite in questi animali, alcuni studi hanno evidenziato che le manze la cui cute è stata colonizzata da questo batterio presentano un rischio 3,3 volte superiore di sviluppare un’infezione intramammaria; un altro rilevante fattore di rischio è rappresentato dalla rimonta esterna invece la prevalenza di S. aureus nelle vacche sembra rivestire un ruolo minore.

Le mastiti in questa categoria di animali possono essere causate anche da agenti ambientali o da stafilococchi opportunisti (CNS). Nel caso degli ambientali il principale fattore di rischio è rappresentato dall’esposizione della mammella a tali batteri mentre igiene, pre-dipping ed, eventualmente, un sigillante applicato nel preparto possono ridurre il pericolo d’infezione. Il ruolo dei CNS invece resta ancora nebuloso poiché nonostante questi rappresentino la principale cause di mastite nelle primipare subito dopo il parto non è ancora chiara l’entità del danno che tali stafilococchi possono causare; se vi sia un significativo incremento delle cellule somatiche e/o riduzione della produzione.

Al fine di prevenire queste forme di mastite è fondamentale mantenere le manze in buono stato di salute; alimentarle con una razione bilanciata e allevarle nelle migliori condizioni di igiene e pulizia possibili. L’eventuale adozione di un trattamento antibiotico invece deve essere attentamente valutata, infatti, studi recenti hanno messo in luce risultati altalenanti di tali trattamenti e, in alcuni casi, non si sono registrati miglioramenti quali-quantitativi del latte persino dopo un apparente guarigione. Pertanto si consiglia l’impiego dell’antibiotico solo dopo un’attenta analisi del problema in allevamento e seguendo le indicazioni di un veterinario competente.

Fonte: Lawrence K. Fox – Heifer mastitis is not an easy cure – Hoard’s Dairyman (Nov. 2012)

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