Valutazione della temperatura corporea dopo il parto [seconda parte]

Il verificarsi di anomalie durante il parto (parto assistito, morte fetale, parto gemellare e ritenzione placentare) ha dimostrato avere un’influenza sulla temperatura corporea sia nelle primipare sia nelle pluripare. Tuttavia, è interessante notare che l’effetto è stato diverso nelle primipare rispetto alle pluripare. Nelle pluripare andate in contro a problemi durante il parto, infatti, la temperatura corporea è risultata essere più elevata dal secondo al quarto giorno di lattazione rispetto alle pluripare che non hanno avuto problemi al parto, mentre non vi è stata nessuna differenza statisticamente significativa nel periodo compreso tra il quinto e il decimo giorno di lattazione.

Nelle primipare, invece, la temperatura corporea è risultata essere più elevata fino al settimo giorno di lattazione sia nelle bovine andate in contro a distocia sia in quelle che non hanno avuto problemi evidenti al momento del parto.

Il motivo del diverso effetto delle condizioni anomale di parto nelle primipare e nelle pluripare rimane poco chiaro. Una possibile spiegazione potrebbe essere data dal fatto che il parto nelle primipare è normalmente più difficile rispetto alle pluripare. Questo si traduce in una maggiore prevalenza di lesioni retto-vaginali nelle primipare che spesso non sono rilevate, ma determinano reazioni infiammatorie che possono contribuire al rialzo della temperatura corporea.

Questo fenomeno potrebbe fungere da confondente nei confronti dell’effetto del parto distocico e delle condizioni climatiche nelle primipare durante i primi giorni dopo il parto e aiuta a spiegare l’effetto più pronunciato di questi fattori sulla temperatura corporea nelle vacche pluripare rispetto alle primipare.

Gli animali che manifestano almeno un episodio di scolo vaginale anomalo durante i primi dieci giorni di lattazione hanno una temperatura corporea superiore rispetto alle bovine con scolo vaginale normale. Questo vale sia per le primipare sia per le pluripare, ma l’effetto sulla temperatura corporea è maggiore nelle primipare.

Sebbene, a oggi, un gold standard per la diagnosi delle malattie uterine durante i primissimi giorni di lattazione non esiste, e le caratteristiche dei diversi metodi diagnostici comunemente utilizzati non sono state sufficientemente descritte in letteratura, i risultati di questo studio forniscono una prima evidenza che la misurazione della temperatura corporea e l’osservazione delle caratteristiche dello scolo vaginale rappresentano un’utile combinazione da sfruttare per la diagnosi precoce di metrite puerperale. Altre ricerche future dovrebbero valutare se la temperatura corporea può aiutare a determinare la gravità della malattia. Questo potrebbe aiutare a discriminare le bovine con metrite puerperale che beneficeranno di un trattamento antibiotico da quelle che non trarranno beneficio da tale trattamento.

Un’altra condizione patologica che può influenzare la temperatura corporea nel post-parto è l’iperchetonemia (concentrazione ematica di BHBA uguale o superiore a 1,4 mmol/L in una o più misurazioni effettuate a due, cinque e dieci giorni dal parto). Nelle pluripare, non è stata osservata alcuna differenza di temperatura corporea in bovine affette o meno da chetosi. Le primipare con iperchetonemia, invece, hanno manifestato un maggiore rialzo termico durante il periodo di osservazione (dieci giorni) rispetto alle primipare che non hanno manifestato tale alterazione metabolica.

E’ interessante notare che il rialzo termico cui sono andate in contro le primipare con iperchetonemia è superiore a quello delle primipare non colpite da tale problema indipendentemente dal clima e quindi dalle condizioni ambientali di temperatura e umidità.

Questa scoperta supporta l’ipotesi che l’effetto del clima sulla temperatura corporea è meno pronunciato nelle primipare rispetto alle pluripare.

In conclusione, la temperatura corporea può essere associata a diversi indici che forniscono informazioni sullo stato di salute delle bovine da latte. È interessante notare che le primipare, nell’immediato post-parto, hanno una temperatura corporea superiore rispetto alle pluripare. Questo fenomeno può agire da confondente e mascherare l’effetto di altri fattori (ad esempio, condizioni anomale di parto e clima al momento del parto). Ancora più interessante, è che l’aumento della temperatura corporea nelle primipare è spesso associato a iperchetonemia. Ciò indica che, nelle primipare, l’iperchetonemia potrebbe essere una conseguenza delle malattie infettive tipiche del puerperio (ad esempio, metrite puerperale). I risultati di questo studio suggeriscono che la temperatura corporea dovrebbe essere interpretata con cautela, poiché essa è associata a molti altri parametri e quindi non può essere usata come unico criterio al fine di decidere se sottoporre o no una bovina a un trattamento terapeutico nell’immediato post-parto.

Fonte: Body temperature in early postpartum dairy cows. O. Burfeind, V.S. Suthar, R. Voigtsberger, S. Bonk, W. Heuwieser. – Theriogenology 82 (2014) 121–131.

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