Diagnosi di mastite – cosa vogliono gli allevatori olandesi

In Olanda, così in molti altri paesi tra cui l’Italia, malgrado vi sia un’ampia disponibilità di test diagnostici per la mastite, gli allevatori raramente li usano per prendere decisioni sulla terapia. Per valutare le richieste e le attitudini degli allevatori olandesi, è stato effettuato un sondaggio telefonico su 195 allevatori scelti causalmente (vedi tabella 1) che ha riguardato la diagnosi per le mastiti cliniche, subcliniche e per la terapia in asciutta.

Dai dati è emerso che la scelta di effettuare una terapia delle mastiti è basata soprattutto sui segni clinici e sul conteggio delle cellule somatiche (tabella 2). Nelle intenzioni degli allevatori, la scelta di utilizzare la diagnosi microbiologica prima di effettuare la terapia aumenterebbe oltre il 50% nel caso delle mastiti subcliniche e per la terapia in asciutta se la risposta fosse disponibile entro 12 ore dall’invio del campione di latte.

L’interesse nella diagnosi microbiologica è principalmente legato alla scelta dell’antibiotico e non all’agente eziologico. Da sottolineare che il 55% degli allevatori non sono interessati alla diagnosi batteriologica per decidere il trattamento all’asciutta (tabella 3).

Tratto da Griffioen, K., G. E. Hop, M. M. C. Holstege, A. G. J. Velthuis, T. Lam, and D. Health4Food-Dutch Mastitis. 2016. Dutch dairy farmers’ need for microbiological mastitis diagnostics. J. Dairy Sci. 99(7):5551-5561.

Tabella 1

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Tabella 2

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Tabella 3

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