Difese immunitarie della bovina – saperne di più

La nostra conoscenza del sistema immunitario è progredita notevolmente negli ultimi anni; è divenuto chiaro che l’alimentazione, lo stress e lo stato fisiologico della bovina possono influenzare le difese immunitarie già a livello molecolare. Le vitamine, ad esempio, influenzano l’espressione genica favorendo il sistema immunitario nella lotta alle infezioni.

Il calcio e la vitamina D giocano un ruolo fondamentale nella salute della vacca, le bovine che soffrono di ipocalcemia hanno un rischio 8 volte maggiore di contrarre una mastite rispetto alle altre. Il calcio è il principale elemento che regola il tono muscolare assieme a numerose altre funzioni cellulari comprese quelle del sistema immunitario; le bovine con problemi di ipocalcemia risulteranno quindi doppiamente svantaggiate in questo senso, da un lato avranno difficoltà alla chiusura dello sfintere mammario e dell’altro difese meno pronte. La vitamina D, com’è noto, regola l’omeostasi del calcio e la capacità di cellule immunitarie di produrre determinate proteine. Deficit di questa vitamina predispongono inevitabilmente la vacca a contrarre infezioni.

I monociti svolgono alcune importanti cellule immunitarie, studi condotti sull’uomo hanno evidenziato che carenze del precursore della vitamina D influenzano negativamente la capacità dei monociti di eliminare i batteri che causano la tubercolosi. Se è chiaro che la vitamina D influenza la capacità delle cellule immunitarie di secernere determinate proteine non conosciamo ancora se vi siano differenze tra uomo e bovino in questo senso e quale sia la concentrazione corretta di vitamina nella razione che ci dia la certezza di ottimizzare la risposta difensiva dell’animale.

Lo stress negli animali può essere causato da diverse condizioni quali il trasporto, il caldo, la gravidanza, un bilancio metabolico negativo o il rimescolamento. Numerosi studi hanno chiarito che lo stress può influenzare negativamente la risposta immunitaria già livello molecolare a causa degli ormoni che vengono secreti in queste condizioni (cortisolo, adrenalina e noradrenalina). Il cortisolo ad esempio riduce sensibilmente l’espressione genica di alcune proteine di superficie delle cellule immunocompetenti, rallentando l’arrivo di queste al sito d’infiammazione, aumentano quindi la suscettibilità ad infezioni quali le mastiti.

Anche la lattazione può influenzare negativamente le difese della bovina; durante questa fase, in particolare attorno al picco, la domanda metabolica e quella di calcio della mammella dirottano risorse dell’organismo destinabili normalmente ad altre funzioni, come quella immunitaria, aumentando i rischi d’infezioni batteriche.

Il ciclo estrale è un altro parametro da tenere in considerazione nel “bilancio” immunitario; il corpo luteo è una struttura ovarica che produce progesterone, in caso di concepimento permane permettendo la prosecuzione della gravidanza altrimenti va in regressione. Mano a mano che questa struttura regredisce al suo interno si sviluppano cellule immunitarie che ne favoriscono un’ulteriore involuzione, questo meccanismo non è del tutto chiarito e una sua migliore comprensione potrebbe aprire nuovi orizzonti per il miglioramento della fertilità bovina.

Alla luce di quanto detto finora è evidente l’importanza dello studio del sistema immunitario non solo in quanto tale ma anche in merito a come esso viene integrato nella fisiologia dell’organismo.

Una corretta alimentazione, la riduzione delle stress e una particolare attenzione a determinati stati fisiologici della bovina possono essere di grande aiuto nell’ottimizzare la risposta immunitaria dell’animale e ridurre quanto più possibile il rischio infezione.

Bibliografia: J. D. Lippolis – We’re learning more about what keep cows healthy – Hoard’s Dairyman Aug 10, 2009

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