L’informatizzazione della mungitura parte 3

Distacchi prema/turi e riposizionamenti del gruppo mungitura

I risultati migliori in sala si ottengono quando i gruppi restano attaccati alla mammella sino al completamento della mungitura. Il numero di distacchi accidentali e successivi riposizionamenti dei gruppi dovrebbe essere minimo. In base alla quantità di dati che fornisce il sistema (variabile a seconda del produttore) andrebbero rilevati i distacchi prematuri del gruppo, le sovra-mungiture, i riposizionamenti appropriati e non.

Messa in manuale dello tacco automatico

La maggior parte dei sistemi prevedono la possibilità d’impostare il distacco manuale dei gruppi mungitura (taluni anche a scelta sul singolo animale), prima o dopo che i sensori facciano scattare quello automatico. Questa opzione può essere utile o controproducente a seconda del suo impiego; come nel caso di distacchi precoci imposti dalla fretta o tardivi, nel tentativo di aumentare la produzione, che causano sovra-mungitura. Inoltre un eccessivo bisogno di ricorrere al sistema manuale può essere spia di un malfunzionamento dell’impianto. Il distacco automatico può essere disabilitato anche qualora i mungitori vogliano essere certi del completo svuotamento della mammella. In ogni caso è bene che il sistema preveda un sistema di segnalamento evidente quando questa opzione è attiva.

Metodo di analisi

Ai fini di un corretto monitoraggio dei vari aspetti della produzione lattea nel corso del tempo è necessario disporre di un sistema solido. Generalmente le consulenze sull’argomento vanno ad analizzare la deviazione dei diversi valori registrati rispetto ad un modello “ideale”. Tuttavia la produzione di latte è soggetta a numerose variabili che possono andare ad influenzare significativamente questi valori su base giornaliera. I due quesiti principali che nascono da quanto detto finora sono pertanto i seguenti: la deviazione dai modelli ideali entro che limiti risulta tollerabile? Per quanto tempo si possono accettare tali variazioni?

Lo Statistical Process Control (SPC) è un metodo impiegato da decenni per l’analisi dei dati registrati nell’industria manifatturiera e in quella alimentare. Sebbene l’allevamento della bovina da latte possieda un numero di variabili più elevato rispetto ad altre attività produttive, in cui l’SPC è impiegato di routine, lo Statistical Process Control può essere impiegato proficuamente anche in questa realtà. Innanzi tutto, per la corretta implementazione dell’SPC, i dati d’origine devono essere raccolti con regolarità (giornalmente), semplici da interpretare, economicamente significativi e rappresentare quanto più possibile i vari aspetti della produzione del latte. Lo Statistical Process Control inoltre fornisce i risultati più soddisfacenti quando applicato ad un sistema che preveda un miglioramento continuo.

Lo Statistical Process Control è costituito da diversi strumenti analitici che permettono di elaborare i dati interessati e creare delle vere e proprie carte di controllo (vedi fig. 2 – 5). Le alterazioni dei diversi parametri registrate dai sistemi informatici possono essere classificate in due macro-gruppi: le variazioni casuali e quelle espressione di reali alterazioni delle performances, dovute ad errori gestionali. La costruzione di carte di controllo corrette permette di distinguere tra questi due tipi di variabile, evitando errori interpretativi. L’applicazione dell’SPC può quindi permettere di evidenziare problemi emergenti; valutare l’impatto, positivo o negativo, di una determinata scelta manageriale o gli effetti dell’adozione in azienda di un nuovo prodotto.

La raccolta dei dati necessari all’SPC può essere problematica, infatti sebbene molti sistemi computerizzati risultino efficienti nel fornire dati sul breve periodo non tutti posseggono un sistema di raccolta di questi dati tale da permettere studi retrospettivi sul lungo periodo.

A titolo esemplificativo riportiamo un esempio di Statistical Process Control applicato ad una stalla con 156 capi in lattazione (3 mungiture giornaliere); suddivisa in due lotti. Il lotto 1 ospita 60 frisone pluripare mentre il lotto 2 ospita 96 vacche quasi esclusivamente frisone primipare (10 – 12 bovine stabulate sono di razza Jersey).

In figura 1 sono raffigurati tutti i flussi del latte raccolti durante le mungiture. Le figure 2 – 5 rappresentano le carte di controllo costruite secondo l’SPC, per il lotto 1, a partire dai dati disponibili.

Per scaricare le figure, selezionare il [link]

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