Adottare il robot di mungitura? Non solo una scelta economica.

La scelta di adottare un robot di mungitura deve essere attentamente valutata, sulla base delle caratteristiche e delle necessità della singola azienda.

La mungitura robotizzata ha subito una rapida evoluzione nel corso degli anni, con l’implementazione di sistemi che non si limitano a mungere le bovine ma che sono anche in grado di rilevare i calori, misurare le cellule, calcolare alcune caratteristiche del latte e pesare gli animali stessi. I vantaggi di questa scelta strutturale e gestionale sono rilevanti sia per le bovine sia, soprattutto, per gli allevatori.

Il robot di mungitura presenta dei costi elevati: durante l’ultimo Word Dairy Expo (2011) cinque compagnie hanno mostrato i loro modelli con prezzi unitari che si aggiravano attorno ai 200.000 $, per sistemi in grado di gestire 55 – 65 bovine in lattazione. A fronte di costi così elevati, la scelta di adottare tale sistema deve tener conto sia delle necessità aziendali sia del contesto economico (situazione finanziaria dell’azienda, prezzo del latte, costo della manodopera, ecc.).

Impatto sulle produzioni

Indicativamente un impianto robotizzato può effettuare 140 – 190 mungiture al giorno (2,4 – 3,3 per vacca) con produzioni che quindi vanno da circa 1.500 a 3.000 kg al giorno per unità, inoltre, gli impianti moderni presentano una notevole efficienza sia nelle operazioni di attacco/ stacco sia nella preparazione della mammella.

L’adozione di un sistema robotizzato può avere un impatto positivo o negativo sulle produzioni totali a seconda del tipo di mungitura adottato in precedenza. In linea generale rispetto ad un sistema “convenzionale in sala” con 2 mungiture giornaliere possono registrarsi incrementi del 3 – 15% mentre, in caso di 3 mungiture giornaliere con metodo convenzionale, può verificarsi una riduzione dell’1 – 9%.

Adozione del robot: simulazione con 140 bovine

Per meglio valutare la scelta della mungitura robotizzata proviamo ad effettuare una simulazione con i seguenti dati (mercato USA):

  1. Numero bovine: 140.

  2. Prezzo del latte: 17$ per 45 kg.

  3. Costo dei robot: 2 unità a 210.000 $ l’una.

  4. Vita produttiva del sistema: 10 anni con un valore residuo di 40.000 $ per unità e interessi del 5,5%.

  5. Ore di lavoro per mungitura (prima del robot): 6,5.

  6. Produzione e mungitura: 32 kg per 2 mungiture.

L’incremento produttivo di latte atteso è pari al 10% e la riduzione del SCC del 5%, inoltre, si prevede che l’assunzione di sostanza secca giornaliera aumenti a fronte dell’incremento produttivo (costo della razione 0,105 $ per 0,45 kg di sostanza secca). L’azienda infine si attende una riduzione dell’1% del turnover degli animali; un incremento dei costi dell’elettricità di 8,25 $ l’anno per vacca; un incremento di spese varie di 1,50 $ l’anno per vacca e una riduzione dei costi per l’abbeveraggio di 3 $ l’anno per vacca.

Costi & benefici

L’aumento della produzione lattea porta introiti extra per 54.978 $ l’anno (incremento produttivo del 10% di 140 bovine con latte venduto a 17$ per 45 kg) a cui vanno sommati i premi relativi alla riduzione delle cellule per 1.281 $ (diminuzione SCC del 5% con bonus di 0,003 $ per litro) e sottratti 1.190 $ a causa della riduzione delle vendite di vacche da riformare (calo dell’1% del tasso di rimonta). Sul fronte produttivo il saldo complessivo risulta quindi pari a + 55.069 $.

La riduzione dei tempi di lavoro è stimata in 5 ore giornaliere (4 ore per la mungitura, 30 minuti per l’identificazione dei calori e 30 minuti per l’organizzazione del lavoro giornaliero) con un saldo complessivo pari a + 33.763 $.

In totale l’adozione del robot di mungitura porta a benefici economici annui per 88.831 $.

La svalutazione del sistema e il tasso d’interessi (5,5%) causano delle perdite annue per 57.100 $ a cui si sommano 12.350 $ di costi relativi a manutenzione e assicurazione. Sul fronte del sistema Il saldo complessivo risulta quindi pari – 69.450 $.

L’incremento dei fabbisogni nutritivi per sostenere la maggior produzione lattea porta ad aumento dei costi per la nutrizione delle bovine pari a 19.760 $ a cui vanno sottratti risparmi legati alla sostituzione delle bovine per 2.240 $ (riduzione dell’1% del tasso di riforma); sommati incrementi delle spese varie per 945 $ (principalmente costi dell’elettricità) e aggiunti 1.825 $ legati al maggior lavoro necessario per la gestione dei dati. Il saldo complessivo si assesta pertanto a – 20.290 $.

Complessivamente l’adozione del robot porta a costi economici annui per 89.740 $.

In questa simulazione l’impatto strettamente economico del sistema robotizzato è risultato negativo con perdite pari a 909 $ l’anno. Tuttavia, questa stima non tiene conto di altri due fondamentali benefici, derivanti dall’adozione di tale sistema, quali il miglioramento della qualità della vita e una raccolta dati ampia e precisa per ogni bovina in lattazione; in questo caso l’allevatore ha valutato tali benefici rispettivamente per 10.000 $ e 3.000 $ l’anno portando il saldo totale complessivo in attivo per 12.091 $ l’anno.

In conclusione la scelta di acquistare o meno un robot di mungitura deve tener conto di numerose variabili, non sempre strettamente di natura economica, e di quanto tali variabili contino sia per il bilancio aziendale sia per la vita dell’allevatore.

Fonte: Larry Tranel e Kristen SchulteWill robots MAKE OR BREAK the bank? – Hoard’s Dairyman (Mag. 2012)

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