La terapia delle mastiti cliniche è anche una scelta economica
- alfonso.zecconi
- 13 minuti fa
- Tempo di lettura: 1 min

Nel congresso dell’American Dairy Science Association del 2025 è stata presentata una interessante ricerca che ha visto coinvolti 3 allevamenti convenzionali ed uno biologico per un totale di 12000 bovine. I ricercatori dell’Università del Michigan (Juliano et al.) hanno seguito per nove mesi questi allevamenti che erano caratterizzati da una produzione media di 37 kg/d e un conteggio cellulare di 138.000 cellule, ma soprattutto nel fatto di non trattare con antibiotico le mastiti cliniche. Durante il periodo di osservazione sono stati osservati 181 casi di mastite clinica di cui il 60% non gravi e il 40% gravi. Questo dato fa supporre che un certo numero di casi lievi non siano stati rilevati. Il 60% dei casi è stato causato da Gram negativi, il 19% non ha dato un riscontro batteriologico e il resto sono risultati essere causati da Gram positivi.
Il 60% delle bovine è stata macellata, questo anche perché il prezzo della bovina da macello era particolarmente favorevole e, infatti è stata trovata una correlazione positiva tra frequenza di macellazione e prezzo della bovina da macello. Le bovine sopravvissute hanno mostrato un calo medio di produzione stimato 547 kg per una perdita di $270 per lattazione.
Questi dati indicano come le scelte legate al trattamento delle mastiti cliniche in USA, siano spesso legate ad una valutazione economica. Va inoltre notato che la perdita stimata di produzione nelle bovine non macellate rappresenta anche un valore di riferimento nel caso si voglia iniziare un trattamento che, in base ai valori riscontrati, non deve costare più delle perdite stimate.






Commenti