Come cambia il mondo del farmaco 2a parte

Iniziamo a vedere l’asciutta da parte dell’industria. Cosa vuol dire? Quali problematiche si è dovuto affrontare?

Sappiamo che l’asciutta come la intendiamo oggi è derivata da un lento processo che ha impiegato diverso tempo perché si realizzasse.

Parlare oggi di una asciutta drastica, di un periodo d’asciutta di almeno 42 giorni, di prevenzione e cura delle mastiti etc etc è abbastanza normale e ovvio. Ma a questo ci siamo arrivati piano piano e il processo è ancora in fase di sviluppo.

Così come si è definita la fase di asciutta nel tempo abbiamo visto l’evoluzione dei prodotti per il trattamento in asciutta.

I primi prodotti sviluppati per il periodo di asciutta sono stati a base di penicillina. Inizialmente l’obiettivo era curare le mastiti quindi si curavano quelle vacche che presentavano dei segni di mastite al momento della messa in asciutta.

Ancora era al di la da venire il concetto di prevenzione e quindi di permanenza del principio attivo nella mammella.

Visto che i patogeni che si voleva tenere sotto controllo erano Gram positivi l’evoluzione è stata tutta volta nello sviluppare dei prodotti che fossero efficaci nei confronti di questi.

Nell’ambito delle penicilline si è assistito ad un evoluzione di queste, da penicillina G a penicillina procaina, benzatina, fino al penetamato. Ovvero esteri o sali della penicillina che permettessero una permanenza del prodotto in mammella per più tempo.

Ma l’evoluzione dei farmaci portò conseguentemente all’evoluzione dei batteri. Si vide quindi che alcuni batteri non erano efficaci, soprattutto si selezionarono dei ceppi di S.aureus che erano insensibili alle penicilline per mezzo della beta-lattamasi. Oggi stimiamo che oltre il 50% dei ceppi di aureus sia beta-lattamasi produttore, che quindi sconsiglia l’uso di prodotti a base di penicillina nei contesti in cui abbiamo a che fare con questo patogeno

Si assistette quindi ad una evoluzione delle penicilline con l’immissione in commercio di molecole sempre beta lattamiche le Isoxazolil penicilline a cui appartengono la oxacillina, la dicloxacillina, la cloxacillina. Queste molecole hanno il vantaggio di essere beta-lattamasi resistenti.

Un’ulteriore evoluzione ha portato all’utilizzo delle cefalosporine.

Sappiamo che queste si dividono in generazioni.

Le prime cefalosporine ad essere sviluppate come intramammari per l’asciutta sono state le cefalosporine di 1° generazione: cefalessina, cefalonio cefalotina,

cefacetrile, cefazolina,

Sempre parlando di prodotti in asciutta non sono stati mai lanciati sul mercato prodotti a base di cefalosporine di 2° e 3° generazione, mentre da poco tempo si è assistito all’immissone in commercio di un prodotto a base di una cefalosporina di 4° generazione: il cefquinome.

Nella prossima parte inizieremo a vedere le caratteristiche dei prodotti che sono in commercio, cercheremo di evidenziare i punti di forza e di debolezza dei prodotti sempre facendo riferimento a quanto riportato dalle ditte produttrici o da articoli pubblicati.

A cura di Marco Di Pietro

0 visualizzazioni

Post correlati

L’autore dell’articolo Jeffrey Bewley ha preso spunto dal libro “Piccoli giganti: aziende che scelgono essere grande invece che grosse” di Bo Burlingham. Quest’ultimo, dopo aver intervistato piccole i