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Cosa aspettarsi nel 2026 per il prezzo del latte?


Un gruppo di ricercatori dell’IFCN, un’organizzazione internazionale che si occupa dei diversi aspetti relativi al mercato dei prodotti lattiero-caseari ha recentemente pubblicato su Hoard’s Dairyman una valutazione sulle prospettive del prezzo del latte nel 2026 che vi presentiamo in questo articolo.

Nel 2025, la produzione globale di latte ha superato le aspettative, con una crescita prevista del 4,3% su base annua a novembre (esclusi India e Pakistan) e una crescita cumulativa che dovrebbe raggiungere il 2,7%, ben al di sopra della media quinquennale dell'1,3%. Questo aumento è stato determinato da condizioni climatiche favorevoli, margini agricoli elevati e fattori stagionali, in particolare negli Stati Uniti, in America Latina, in Nuova Zelanda e nell'Unione Europea (UE).

L'anno scorso è iniziato bene per il settore lattiero-caseario, ma il mercato ha subito un calo più rapido e più forte del previsto. Il motivo principale è l'eccesso di latte sul mercato. Il clima favorevole, i costi stabili dei mangimi e gli elevati margini delle aziende agricole nella prima metà dell'anno hanno incoraggiato gli agricoltori a produrre di più. Il numero di capi di bestiame è aumentato negli Stati Uniti, mentre i picchi stagionali in Nuova Zelanda e America Latina hanno aggiunto ancora più latte. Allo stesso tempo, la domanda ha subito un rallentamento, soprattutto in Cina per la debolezza degli acquisti. Questo squilibrio ha spinto al ribasso i prezzi dei prodotti lattiero-caseari, in particolare del burro e del latte in polvere, poiché i mercati globali hanno faticato ad assorbire l'eccedenza.

L'impatto sugli allevatori è stato immediato. Il monitoraggio mensile dell'IFCN mostra che i margini, che all'inizio dell'anno erano elevati, si sono ridotti a partire dall'estate. I prezzi del latte sono diminuiti drasticamente, mentre i costi dei mangimi sono rimasti stabili, lasciando agli agricoltori profitti inferiori.


Prospettive

Le prospettive per il 2026 suggeriscono un periodo di raffreddamento dopo l'impennata del 2025. Si prevede che la produzione globale di latte crescerà leggermente al di sopra della media a lungo termine, ma ben al di sotto del ritmo del 2025.

Le dinamiche regionali varieranno: l'UE e gli Stati Uniti dovrebbero mantenere una crescita modesta all'inizio dell'anno, ma la pressione sui prezzi potrebbe rallentare l'espansione in seguito. L'Oceania deve affrontare rischi legati alle condizioni meteorologiche, in particolare a causa di un possibile evento El Niño durante il picco stagionale della produzione, mentre l'America Latina potrebbe trovarsi in difficoltà a causa della contrazione dei margini. La ripresa della Cina sarà lenta, limitata dalla ricostituzione del patrimonio zootecnico e dall'incertezza economica.

Si prevede che i prezzi del latte continueranno la loro traiettoria al ribasso e che si registrerà un ulteriore calo. L'eccesso di offerta rimane il fattore chiave, poiché l'aumento della produzione supera la crescita della domanda.

I mercati delle materie prime dovrebbero subire un'ulteriore correzione, con i prezzi del burro e del latte in polvere sotto pressione. Sebbene la domanda non stia crollando, non cresce abbastanza rapidamente da assorbire il latte in eccesso che arriva sul mercato.

Nell'UE, la crescita dell'offerta di latte nei prossimi mesi dovrebbe essere leggermente positiva e comporterà un forte rallentamento a partire dall’inizio dell’anno. I cambiamenti strutturali, le pressioni della politica ambientale e i prezzi più bassi peseranno sull'espansione, anche se l'Europa orientale potrebbe ancora registrare modesti aumenti. I prezzi del latte alla stalla nell'UE dovrebbero diminuire, tornando ai livelli del 2024 dopo un 2025 forte. Questa correzione dei prezzi metterà alla prova la resilienza delle aziende agricole che hanno investito massicciamente durante il periodo di margini elevati nel 2025.

Nel 2026, la produzione lattiera statunitense continuerà ad aumentare nonostante il calo dei prezzi, mentre l'industria sollecita una riduzione del contenuto di grassi nel burro a causa dell'eccesso di offerta. I prezzi seguono una tendenza al ribasso, esercitando pressione sul reddito agricolo, anche se i costi stabili dei mangimi offrono un certo sollievo. In Nuova Zelanda, nonostante le previsioni di un calo dei prezzi, persistono una forte crescita stagionale e margini favorevoli.


Fattori chiave e rischi

Diversi fattori influenzeranno il mercato lattiero-caseario nel 2026:

• Volatilità meteorologica: El Niño potrebbe interrompere la produzione in Oceania e America Latina.

• Pressioni politiche: le normative ambientali e le riforme della Politica Agricola Comune (PAC) aggiungono incertezza per gli agricoltori dell'UE.

• Dinamiche del commercio globale: mentre la domanda in Asia e Medio Oriente rimane solida, la concorrenza tra gli esportatori si intensificherà.

• Economia agricola: il calo dei prezzi del latte e la stabilità dei costi dei mangimi comprimeranno i margini, rendendo fondamentale il miglioramento dell'efficienza.


Conclusione

Il boom del settore lattiero-caseario dello scorso anno ha subito una forte correzione, determinata dall'eccesso di offerta dovuto ai margini elevati e alle condizioni climatiche favorevoli all'inizio dell'anno. I prezzi sono scesi più rapidamente del previsto, ma gli agricoltori ne sentiranno l'impatto in un secondo momento.

Con la contrazione dei margini, il 2026 dovrebbe essere un anno difficile, con un'attenzione particolare al controllo dei costi e all'efficienza. I rischi meteorologici, i cambiamenti politici e le dinamiche del mercato globale continueranno a plasmare l'anno a venire.


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